Le vite "speciali" secondo Argentero

C’è anche quella di Luigi Malabrocca - ciclista salito agli onori della cronaca sportiva giacché “Maglia Nera”, per ben due volte (nel 1946 e nel 1947), al Giro d’Italia - tra le vite raccontate da Luca Argentero nello spettacolo - in programma dopo domani (ore 21), presso il Teatro del Viale di Castelleone - “È questa la vita che sognavo da bambino?”, il cui fil rouge è rappresentato dalla narrazione di tre carriere (a quella di Malabrocca si aggiungono quella di Walter Bonatti e di Alberto Tomba), ciascuna a modo proprio, eroiche. E se quella legata all’ex corridore di Tortona può apparire una scelta certamente “stravagante” - per quanto, a tutti gli effetti, terminare la Corsa Rosa sia un’impresa eroica, benché nelle retrovie -, puntare su due figure leggendarie come Walter Bonatti e Alberto Tomba («Il campione olimpico che, con le sue vittorie, ha fermato il Festival di Sanremo»: così scrive nelle note Edoardo Leo, regista dello spettacolo) sembra una decisione perfettamente condivisibile: entrambi icone sportive, entrambi radicati nell’immaginario collettivo giacché ambasciatori di tutto ciò che di virtuoso...
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