«Nelle avversità il senso della vita»

31 GEN 19
Ultimo aggiornamento: 18:4916 MAG 25
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Neanche il temporale più violento può spezzare la vita di un fiore che abbia profonde radici. Metafora che tanto bene rappresenta la vicenda, imbevuta di viva emozione, che Cesare Bocci racconterà - domani, sabato 2 febbraio, presso il teatro “Bellini” di Casalbuttano” (ore 21) - nel corso dello spettacolo “Pesce d’aprile”: una storia d’amore, intensa e commovente, in cui una tematica di forte drammaticità (un’improvvisa malattia) diviene l’occasione per guardare dentro se stessi, scegliendo di affrontare la vita con ancor maggiore determinazione. Si ricomincia a vivere, dunque: ma da una diversa prospettiva.
Circa tre anni fa, la casa editrice “Sperling & Kupfer” pubblicò un libro (“Pesce d’aprile”, da cui muove la performance sopraccitata) scritto a quattro mani da lei e da sua moglie, Daniela Spada: in esso, viene citata l’esperienza della malattia che segnò la vostra esistenza. Ora l’argomento torna di stretta attualità, a teatro.
«Il 1° aprile 2000, di ritorno dall’Ospedale dopo avere dato alla luce la piccola Mia, Daniela fu colpita da un ictus che la fece sprofondare in uno stato comatoso lungo venti giorni. Al suo risveglio, ebbe inizio un percorso di riabilitazione tutt’altro che semplice. Ci si trovò, a quel punto, davanti a un bivio: compiangerci dell’accaduto oppure - ed è quanto è stato fatto - reagire con forza. “Pesce d’aprile” allude proprio allo “scherzo” che il destino ci ha riservato...
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