Con il dito puntato

17 GEN 19
Ultimo aggiornamento: 16:48 | 16 MAG 25
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S'è a lungo occupato di politica, «per quanto il teatro - lo sostiene con piena convinzione - sia ben altra cosa: è un’esperienza meravigliosa». Protagonista e interprete de “Il penitente” (sua è anche la traduzione in italiano dell’omonimo, splendido testo dell’autore americano David Mamet), Luca Barbareschi non si sottrae a un’attenta disamina circa il contesto culturale e artistico nazionale: i virtuosi modelli da seguire sono numerosi, e dunque varrebbe la pena che la nostra classe dirigente gettasse l’occhio ben oltreconfine. «Penso alla Germania, per esempio, che ha scelto d’investire in maniera massiccia sul teatro accorgendosi, nell’arco di poco tempo, di un considerevole incremento anche in termini economici. Il mio augurio è che il nuovo Governo sia tanto illuminato da comprendere in fretta la strada da percorrere per uscire dal pantano della crisi che sta togliendoci il respiro». Puntare sulla qualità, intanto, pare essere per l’attore e regista un elemento imprescindibile per avvicinare il pubblico (anche quello degli under 30, sempre più intrappolato nella Rete) al palcoscenico: «La mia lunga esperienza lavorativa mi ha portato a storcere il naso di fronte a spettacoli che tendono a “stravolgere” la fedeltà a un testo...
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