“Filumena”, un’eroina greca

15 NOV 18
Ultimo aggiornamento: 18:4616 MAG 25
Tradotto con IA
Versione italiana
Immagine di “Filumena”, un’eroina greca
Opera di Eduardo De Filippo tra le più fortunate - oltre a essere, in assoluto, quella più rappresentata all’estero - “Filumena Marturano” (inserita nel cartellone del “San Domenico” di Crema) acquista un enorme significato poiché sublimata dalla regia di una cineasta tra le più talentuose che l’Italia possa, a tutt’oggi, vantare: Liliana Cavani. «Liliana non si era mai interfacciata con il contesto teatrale, per quanto il suo nome fosse sulla bocca di tutti in virtù dei tanti successi riscossi sul grande schermo nel corso degli anni (“I cannibali”, “Il portiere di notte”, “La pelle...). Nei suoi confronti, tempo fa, ho avviato un corteggiamento serrato e incessante, fermamente persuaso di come la sua maniera di dirigere gli attori, caratterizzata da ciò che a me piace definire “realismo poetico”, avrebbe aggiunto al testo qualcosa di assolutamente specifico e originale».
Geppy Gleijeses – che nella pièce interpreta il ruolo di Domenico Soriano al fianco della protagonista, Mariangela D’Abbraccio – non fa mistero dei tanti motivi che hanno permesso al testo eduardiano di radicarsi nella cultura italiana grazie a una serie di elementi che ne fanno, a buon diritto, un assoluto capolavoro. «Di una commedia come “Filumena Marturano”, nell’occasione realizzata in collaborazione con il “Festival dei due mondi di Spoleto”, colpiscono la qualità e la capacità di essere ancora attuale – spiega l’attore napoletano, allievo prediletto di De Filippo –, esattamente quanto lo sono le tragedie greche oppure le trame shakespeariane...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI 22 NOVEMBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT