Danza spezzata su Lorca Tortelli dà corpo e anima al mistero del poeta andaluso

Giunge al termine la Rassegna Danza del Teatro Ponchielli che martedì 24 aprile alle ore 21 vedrà il ritorno a Cremona del giovane coreografo Diego Tortelli con la sua nuova creazione Lorca sono tutti. Lo spettacolo è un’anteprima nazionale ed è frutto della consolidata collaborazione tra il Ponchielli ed il prestigioso MILANoLTRE Festival, in coproduzione con Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto. Dopo aver presentato al pubblico cremonese la sua personalissima versione di Bella Addormentata, Tortelli prosegue il suo lavoro creativo con uno spettacolo dedicato al grande poeta spagnolo del novecento Federico Garcia Lorca, che qui rinasce come narratore e come personaggio e interprete delle sue stesse opere che esplorano continuamente i temi del mistero, dell’amore e della morte. Al poeta è dato un nuovo respiro, volto, voce e identità, un “corpo” composto da ossa che nascondono il cuore di un’anima frammentata.
Corpo, cuore, anima sono la chiave di lettura della nuova creazione diretta da Tortelli, costituita da una danza spezzata che vuole raccontare la tragedia del corpo mai ritrovato del poeta, una danza che non aspetta, fatta di articolazioni che muovono il corpo come cerniere, così come i versi che connessi tra loro compongono e muovono la poesia.
Lo spettacolo scava nella memoria di uno dei più famosi misteri spagnoli: un fazzoletto di campagna andalusa, crosta dura e zolle pesanti, dove forse giacciono i resti del poeta e dove tra gli ulivi una scritta recita: «tutti erano Lorca».
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Corpo, cuore, anima sono la chiave di lettura della nuova creazione diretta da Tortelli, costituita da una danza spezzata che vuole raccontare la tragedia del corpo mai ritrovato del poeta, una danza che non aspetta, fatta di articolazioni che muovono il corpo come cerniere, così come i versi che connessi tra loro compongono e muovono la poesia.
Lo spettacolo scava nella memoria di uno dei più famosi misteri spagnoli: un fazzoletto di campagna andalusa, crosta dura e zolle pesanti, dove forse giacciono i resti del poeta e dove tra gli ulivi una scritta recita: «tutti erano Lorca».
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