Ovadia interpreta la Sicilia di Camilleri

Sul raffinato biglietto da visita che presenta lo spettacolo sono stampati due nomi decisamente illustri: Andrea Camilleri e Moni Ovadia. Sono loro (autore del testo il primo, interprete dell’opera teatrale il secondo) i protagonisti de Il casellante, la pièce che il teatro San Domenico di Crema (giovedì 15 marzo, ore 21) presenta all’interno della sua stagione di Prosa concentrando decisamente l’attenzione della platea su una coppia artistica di fama straordinaria. Accolto con vivo entusiasmo da buona parte della carta stampata nazionale (Pietrangelo Buttafuoco, ad esempio, ha cantato le lodi di Ovadia per la sua interpretazione perfetta quale «deus ex machina» dell’intera vicenda), Il casellante prende le mosse da uno dei libri più divertenti e struggenti di Camilleri e - scrive il regista, Giuseppe Dipasquale - «crea, grazie alla maestria narrativa, una vicenda simbolica che disegna i tratti più tipici di una regione, la Sicilia, antica e moderna, comica e tragica, nello stesso tempo ferocemente logica e paradossale». È la Compagnia attoriale guidata da Ovadia - al cui fianco recitano, tra gli altri, Mario Incudine e Valeria Contadino - a sublimare «una vicenda metaforica che gioca sulla parola, sulla musica e sull’immagine», attraverso «una musicalissima e gustosa sinfonia di parlate, tra termini di nuovo conio e modi di dire tratti dal dialetto e rielaborati in chiave colta»
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