Shakespeare e Ferrini Vizi a misura d’inganno

15 FEB 18
Ultimo aggiornamento: 18:3516 MAG 25
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Immagine di Shakespeare e Ferrini  Vizi a misura d’inganno
Ancora una volta, il teatro italiano attinge all’opera di William Shakespeare - classico sempre di grande attualità - per portare in scena un testo (<+S CORSIVO>Misura per misura<+S TONDO>, in programma il 20 e il 21 febbraio prossimi al teatro “Ponchielli” di Cremona) di qualità straordinaria. Nel doppio ruolo di regista e attore dello spettacolo, Jurij Ferrini si offre a una messinscena intensa, «una commedia a tinte fosche - così la critica di settore s’è espressa più volte - dal ritmo veloce e compulsivo, con inganni e colpi di scena che ruota su se stessa rivelandosi l’opposto di quel che appare», scritta nel 1603 e definita dallo stesso Ferrini «una sorta di poetico e affascinante “thriller ante-litteram”, misterioso, cinico e amaro». La trama della pièce - che recupera la traduzione che, nel 1992, il teatro “Stabile” di Torino commissionò a Cesare Garboli per l’allestimento a firma di Luca Ronconi - è impostata sulla figura del Duca di Vienna, «allontanatosi dal potere in cerca di una verità che gli permetta di comprendere l’origine del peccato nella natura umana - spiega Ferrini -: egli si traveste da frate e, sotto falso nome, si nasconde nei bassifondi, lasciando al suo vicario, il severo Angelo, il compito di ripulire la città dalla corruzione e dal vizio. L’uomo esegue l’ordine: il giovane Claudio, colpevole d’aver messo incinta la sua futura sposa prima del matrimonio, viene condannato a morte per fornicazione.
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