Comicità e tragedia corrono sul filo delle nostre fragilità

Celebre al pari del trio di attori comici (Aldo, Giovanni e Giacomo) a cui per lungo tempo ha legato a doppio filo il proprio nome, Marina Massironi è ora interprete di una performance - in programma domani sera (ore 21) sul palcoscenico del teatro Comunale di Casalmaggiore - che si segnala, peraltro, per la presenza di un’altra attrice di fama qual è Alessandra Faiella, co-protagonista di un testo fra i più interessanti degli anni più recenti. Rosalyn - questo il titolo dell’opera, scritta da Edoardo Erba e assegnata alla regia di Serena Sinigaglia - è uno spettacolo di forte impatto emotivo, in cui a essere sviscerata è la storia di due donne - da una parte c’è Esther (una scrittrice americana di successo), dall’altra c’è Rosalyn (una donna delle pulizie tanto goffa quanto sprovveduta) - i cui destini, in maniera del tutto accidentale, “giocano” a intrecciarsi. «Ho voluto parlare di quel “grumo” compresso e segreto che tutti abbiamo dentro: una bomba pronta a esplodere per mandare in frantumi le nostre fragili vite», ha commentato Erba in merito all’opera, in cui Serena Sinigaglia si diverte a spiazzare gli spettatori affidando a due attrici comiche (molto note in televisione per avere animato trasmissioni di successo come, per esempio, “L’ottavo nano”, “Zelig” e “Producer”) altrettanti ruoli intrisi di drammatica intensità.
«Rosalyn è un thriller psicologico. Rosalyn ti disorienta. Rosalyn è quando pensi di aver capito tutto e invece no, non avevi capito niente. “Rosalyn” è un gioco di specchi. Rosalyn è comico, ma all’improvviso diventa tragico. È un gioco beffardo, disperato e violento. Senza scampo. Rosalyn è una sfida, è un quiz, è un meccanismo che s’inceppa e tutto precipita. Ciò che appare non è, e ciò che è non appare»
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«Rosalyn è un thriller psicologico. Rosalyn ti disorienta. Rosalyn è quando pensi di aver capito tutto e invece no, non avevi capito niente. “Rosalyn” è un gioco di specchi. Rosalyn è comico, ma all’improvviso diventa tragico. È un gioco beffardo, disperato e violento. Senza scampo. Rosalyn è una sfida, è un quiz, è un meccanismo che s’inceppa e tutto precipita. Ciò che appare non è, e ciò che è non appare»
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