“Che disastro di commedia” gag e risate in stile british

Tutto ebbe inizio, nel 2012, in un piccolo pub di Londra: il successo che ne seguì fu tanto inatteso quanto travolgente. Sette le nazioni che, nel corso degli anni, hanno ospitato Che disastro di commedia, lo spettacolo che il teatro Ponchielli - lunedì 19 febbraio prossimo (ore 15) - propone nell’ambito della rassegna “Il Ponchielli per la Grande Età”. L’opera - rappresentata per la prima volta in Italia nel 2015, dove rimase in cartellone, nella sola città di Roma, per ben sette settimane consecutive - narra la strampalata vicenda (scritta a sei mani da Henry Lewis, Jonathan Sayer e Henry Shields) di una compagnia teatrale amatoriale che - come informano le note di regia a firma di Mark Bell - «dopo aver ereditato improvvisamente un’ingente somma di denaro, tenta di produrre un ambizioso spettacolo che ruota intorno a un misterioso omicidio. La commedia è un susseguirsi di errori, strafalcioni, momenti imbarazzanti e disastri provocati dagli attori: insomma, una catastrofe!».
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