Il senso del progresso secondo Toni Sartana

22 GEN 18
Ultimo aggiornamento: 18:3416 MAG 25
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A distanza di poco più di un mese dallo spettacolo (Delusionist) proposto nelle scorse settimane in coppia con Marta Dalla Via a Casalmaggiore, Natalino Balasso torna a fare tappa nella nostra provincia offrendo al pubblico del San Domenico di Crema - martedì 23 gennaio (ore 21) - tutta la sua vis di attore comico. Toni Sartana e le streghe di Bagdad – seconda commedia della trilogia, Cativìssima, dedicata allo strampalato personaggio citato nel titolo - è un’opera che, fedele allo stile irriverente e insieme geniale di Balasso, affronta un tema delicato e di stretta attualità (la crisi economica che attraversa l’intero Stivale) nell’occasione “deformato” da un’immaginaria lente d’ingrandimento. Nuovi, straordinari spunti per uno spettacolo che, forte di una drammaturgia del tutto autonoma rispetto all’episodio antecedente, racconta - sottolinea l’artista stesso - «da un diverso punto di vista l’inarrestabile decadimento di una società tragicamente comica».
Ridere, sia pure amaramente, delle storture che caratterizzano pressoché ciascuno di noi: eccolo il filo conduttore dell’esibizione, in cui la platea avrà modo di assistere alle gesta (ben poco onorevoli, a dire il vero) dell’anti-eroe comico attorno al quale si sviluppa la trama. «Credo che questa seconda parte di Cativìssima cominci a disvelare il racconto globale di questa trilogia - spiega l’attore veneto sul web -: siamo sulle tracce di una discesa interiore, di una rovina verso gli inferi, che scaturisce da ascese esteriori. Tutto ciò che chiamiamo “progresso” serve, spesso, a mascherare la perdita di terreno sotto i piedi della nostra anima. Toni Sartana continua ad arrampicarsi aggrappandosi a tutti quelli che trova intorno per dimenticare che, perso il contatto con la terra, perdiamo anche la capacità di spiccare il volo». Disilluso e amareggiato in Delusionist, ugualmente avvilito strizzato dentro gli abiti dai colori sgargianti di Toni Sartana: il leit motiv resta il medesimo (l’Italia, ahinoi, è lo specchio della nostra società in declino), a emergere sono il talento e la creatività di un attore, a tutt’oggi, fra i più originali ancora in attività.