I cori di Fausto Regis, un signore sul palco

Il 13 agosto spegnerà 89 candeline ma è ancora un arzillo signore, Fausto Regis, uno dei grandi direttori di coro cremonesi, rappresentante di quella categoria che comprende altri nomi illustri come quelli di Gianni Lazzari e Fulvio Fogliazza. Mente prontissima e ricordi vividi, Regis ci accoglie in casa mentre studia un impegnativo Scherzo di Chopin su un vecchio pianoforte Gotrian Steinweg, l’antenato del prestigioso Steinway & Sons. “Mi diverto ancora a suonare, mi trovo spesso con Piergiorgio Frati e trascorriamo intere giornate sulla tastiera”. La sua passione per la musica parte da lontano ed è, come spesso accade in questi casi, una passione di famiglia. “Papà cantava nel coro del Ponchielli allora diretto da Ottorino Vertova, era nei baritoni. Quello era un periodo d’oro per il teatro cittadino sul cui palcoscenico gravitavano mostri sacri del calibro di Beniamino Gigli e Giacomo Lauri Volpi, inevitabile che potessero contagiare i giovani e invogliarli ad avvicinarsi alla musica...
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