Il Don Giovanni tradito fra tragedia e farsa

Filippo Timi, uno fra gli attori meglio considerati del panorama nazionale, non è certo un artista a cui facciano difetto l’audacia e la voglia di osare. Terminata l’esperienza del precedente spettacolo (il controverso Amleto 2 – Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioches, torna a confrontarsi con un testo classico del teatro, del quale – in maniera assai coraggiosa – propone una chiave di lettura molto personale. «Bisogna tradire un testo, per renderlo vero»: questa la “filosofia” dell’attore, volta a rimarcare come il suo avvicinarsi a uno spettacolo teatrale – nella fattispecie Don Giovanni – Vivere è un abuso, mai un diritto, proposto questa sera e domani (ore 20.30) al teatro Ponchielli nell’ambito della stagione di Prosa 2014/2015 – non possa esimersi dal contenere uno spiccato gusto per la provocazione, per l’innovazione e lo spunto originale. Ogni volta, una sorta di sfida lanciata nei confronti del pubblico come della critica, con l’intento – nemmeno troppo velato – di scuotere la platea, quasi a volerle provocare un autentico shock...
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