Stagione del San Domenico La prosa apre con Placido Il direttore Coffetti: «La qualità è salva»

Sulla qualità non si transige. Ed anche se il budget è stato ridotto «abbiamo scelto di non abdicare alla bontà della nostra proposta». Parola del direttore artistico del teatro San Domenico di Crema Enrico Coffetti. Il cartellone dell stagione teatrale 2014-15 è stato reso noto nei giorni scorsi: «Siamo l’unico teatro in città - spiega Coffetti - riteniamo doveroso offrire al pubblico spettacoli qualificati». Con l’obiettivo di incontrare il consenso del pubblico e di farlo in maniera trasversale «perché ciò che ci sta a cuore è riuscire ad interessare tutte le fasce d’età». Non è un caso, insomma, se la stagione prevede, tra gli altri, due appuntamenti che dovrebbero essere particolarmente graditi al pubblico giovane: “I Vicini” con Fausto Paravidino (classe 1976), volto amato dalle nuove generazioni e l’“Antigone”, una storia africana, liberamente tratto dall’opera di Jean Anouilh.
«La stagione parte con Michele Placido in Re Lear - spiega Coffetti -: un omaggio a un grande attore ma anche un omaggio al tema del confronto generazionale. Tutti gli appuntamenti scelti rappresentano una significativa occasione di riflessione, d’altro canto non abbiamo voluto appesantire i pensieri. Nel senso che la cifra di questa stagione vuole essere anche la leggerezza della riflessione. In un periodo storico in cui molte persone, più o meno direttamente, vivono momenti di difficoltà il teatro vuole essere, più che mai, occasione per prendere coscienza della realtà ma senza drammatizzare. Del resto, ancor di più nei momenti di crisi, può e deve essere anche questo il ruolo della cultura: far sorridere e riuscire ad ironizzare»...
«La stagione parte con Michele Placido in Re Lear - spiega Coffetti -: un omaggio a un grande attore ma anche un omaggio al tema del confronto generazionale. Tutti gli appuntamenti scelti rappresentano una significativa occasione di riflessione, d’altro canto non abbiamo voluto appesantire i pensieri. Nel senso che la cifra di questa stagione vuole essere anche la leggerezza della riflessione. In un periodo storico in cui molte persone, più o meno direttamente, vivono momenti di difficoltà il teatro vuole essere, più che mai, occasione per prendere coscienza della realtà ma senza drammatizzare. Del resto, ancor di più nei momenti di crisi, può e deve essere anche questo il ruolo della cultura: far sorridere e riuscire ad ironizzare»...
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