Da Monteverdi a Mina con "Soqquadro Italiano" A Casalmaggiore quattrocento anni di musica in un solo spettacolo al Teatro comunale

Da Monteverdi a Mina. La compagnia Soqquadro Italiano propone un lungo viaggio attraverso la musica italiana, più precisamente dal Seicento fino agli anni ‘60.
L'appuntamento è sabato 11 gennaio alle ore 21 presso il Teatro comunale di Casalmaggiore, con la voce di Vincenzo Capezzuto, la regia di ClaudioBorgianni, e la bravura musicale di Luciano Orologi (sax e clarinetti), Simone Vallerotonda (tiorba, chitarra barocca, chitarra battente) e Gabriele Miracle (percussioni, salterio).
L'appuntamento è sabato 11 gennaio alle ore 21 presso il Teatro comunale di Casalmaggiore, con la voce di Vincenzo Capezzuto, la regia di ClaudioBorgianni, e la bravura musicale di Luciano Orologi (sax e clarinetti), Simone Vallerotonda (tiorba, chitarra barocca, chitarra battente) e Gabriele Miracle (percussioni, salterio).
LO SPETTACOLO
Claudio Monteverdi e Mina Mazzini, due personalità completamente diverse e lontane nel tempo ma legate da un sottilissimo trait d’union che giunge fino a noi. Quasi quattro secoli separano i due grandi artisti, eppure molti sono i punti in comune che li legano indissolubilmente: la città di Cremona, il loro essere rivoluzionari a dispetto della critica, il loro essere i simboli di un nuovo modo di fare spettacolo.
Un percorso all’interno del repertorio musicale italiano con un sapiente lavoro di ricerca musicale, di studio filologico, di arrangiamento e di accostamento dei pezzi. Se da un lato ha acquistato un sapore rinascimentale e quasi barocco Il cielo in una stanza, dall'altro ha mostrato un'inattesa modernità il colpevolmente dimenticato Dormite o pupille. La particolarissima voce di Vincenzo Capezzuto dalla tessitura rara e indefinita accompagna il pubblico in questo concerto/viaggio di grande visionarietà.
Una serata che vuole offrire soprattutto al pubblico “cremonese” l'occasione per riflettere su come la musica sia stata innovativa e dirompente non solo nei "favolosi anni Sessanta", ma anche all'inizio del Seicento grazie a due grandi figli di questa terra.
Claudio Monteverdi e Mina Mazzini, due personalità completamente diverse e lontane nel tempo ma legate da un sottilissimo trait d’union che giunge fino a noi. Quasi quattro secoli separano i due grandi artisti, eppure molti sono i punti in comune che li legano indissolubilmente: la città di Cremona, il loro essere rivoluzionari a dispetto della critica, il loro essere i simboli di un nuovo modo di fare spettacolo.
Un percorso all’interno del repertorio musicale italiano con un sapiente lavoro di ricerca musicale, di studio filologico, di arrangiamento e di accostamento dei pezzi. Se da un lato ha acquistato un sapore rinascimentale e quasi barocco Il cielo in una stanza, dall'altro ha mostrato un'inattesa modernità il colpevolmente dimenticato Dormite o pupille. La particolarissima voce di Vincenzo Capezzuto dalla tessitura rara e indefinita accompagna il pubblico in questo concerto/viaggio di grande visionarietà.
Una serata che vuole offrire soprattutto al pubblico “cremonese” l'occasione per riflettere su come la musica sia stata innovativa e dirompente non solo nei "favolosi anni Sessanta", ma anche all'inizio del Seicento grazie a due grandi figli di questa terra.