Premio Adelmi da dieci e lode otto scuole e tanti progetti per raccontare la maternità

Nona edizione da dieci e lode. Il Premio Anna Adelmi 2013 indetto dal centro di ricerca Alfredo Galmozzi supera le aspettative di pubblico e giuria: otto scuole per dieci performance originali e di alto livello, applaudite dalla giuria e dall’ospite speciale Lidia Menapace, giornalista e scrittrice italiana da sempre impegnata per la difesa dei diritti femminili. A lei il compito di introdurre e concludere la manifestazione con interventi carichi di significato, che subito conquistano attenzione e stima degli alunni presenti in platea. “Ragazzi e ragazze”, tiene a precisare, perché la prima grande rivoluzione nella parità inizia proprio dal linguaggio, che in occasione del premio cremasco trova massima possibilità di espressione attraverso la creatività dei lavori proposti.
Il sipario si apre su un telo bianco illuminato, metafora dell’immaginazione, su cui scorrono silenziose e fugaci le ombre proiettate da figure di passaggio che ricordano il teatro kabuki. Un caos che si definisce sul ritmo di percussioni improvvisate da due piccole orchestre ai lati del palcoscenico attraverso strumenti musicali “poveri”, fatti con carta, taniche e oggetti di riciclo. Sullo schermo immaginario si susseguono le silhouettes di mamme con il pancione, giochi di bambino, elementi che trovano ordine e significato nel concetto di creazione che associa la donna alla Madre Terra. Frizzante e originale la performance della scuola media “Galilei” di Romanengo, che con “Io sono qui” s’immedesima con ironia nei piccoli drammi quotidiani dell’essere donna e mamma, intervallati da poesie e brani musicali suonati dal vivo. Approfondito e maturo il lavoro di 3C e 2A del liceo delle Scienze Umane “Racchetti”, che attraverso cartelloni, testimonianze, fotografie e poesie illustra le mille sfaccettature di gravidanza e maternità attraverso gli occhi delle donne di domani. Applausi più che meritati per il liceo classico “Verri” di Lodi che ha accostato brani della Medea di Euripide a recenti pagine di cronaca nera, recitando ora i monologhi ora i verbali giudiziari per affrontare il lato drammatico della maternità tra scelta e dolorosa privazione in nome della vendetta. Vario e poliedrico il lavoro delle due classi del liceo scientifico “Da Vinci”, che attraverso momenti di danza, poesie bilingue e interviste alle professoresse hanno raccontato le gioie e le complessità di dare alla luce un figlio, anche quando la natura non concede questa possibilità. Ottimo lavoro per l’istituto “Sraffa”, con un frizzante ed efficace documentario multimediale che prende spunto dalle pagine dei giornali; attraverso cronaca e gossip gli alunni affrontano con acuta ironia tutti gli aspetti dell’essere mamma. Lo spettacolo si conclude con la presentazione del brillante progetto dell’istituto “Marazzi”, un abito unisex che funge da manifesto dell’abbigliamento materno, con spalle larghe per sopportare qualsiasi peso, tasche con doppia cerniera per conservare ciò che conta o lasciar scivolare via ciò che non importa. Se l’impegno è una costante del premio Anna Adelmi, questa nona edizione si distingue per la profondità e la consapevolezza delle classi partecipanti, ragazzi e ragazze che vivono il presente con spirito d’osservazione e con l’impegno di chi, un domani, sarà madre o padre del proprio futuro.
Il sipario si apre su un telo bianco illuminato, metafora dell’immaginazione, su cui scorrono silenziose e fugaci le ombre proiettate da figure di passaggio che ricordano il teatro kabuki. Un caos che si definisce sul ritmo di percussioni improvvisate da due piccole orchestre ai lati del palcoscenico attraverso strumenti musicali “poveri”, fatti con carta, taniche e oggetti di riciclo. Sullo schermo immaginario si susseguono le silhouettes di mamme con il pancione, giochi di bambino, elementi che trovano ordine e significato nel concetto di creazione che associa la donna alla Madre Terra. Frizzante e originale la performance della scuola media “Galilei” di Romanengo, che con “Io sono qui” s’immedesima con ironia nei piccoli drammi quotidiani dell’essere donna e mamma, intervallati da poesie e brani musicali suonati dal vivo. Approfondito e maturo il lavoro di 3C e 2A del liceo delle Scienze Umane “Racchetti”, che attraverso cartelloni, testimonianze, fotografie e poesie illustra le mille sfaccettature di gravidanza e maternità attraverso gli occhi delle donne di domani. Applausi più che meritati per il liceo classico “Verri” di Lodi che ha accostato brani della Medea di Euripide a recenti pagine di cronaca nera, recitando ora i monologhi ora i verbali giudiziari per affrontare il lato drammatico della maternità tra scelta e dolorosa privazione in nome della vendetta. Vario e poliedrico il lavoro delle due classi del liceo scientifico “Da Vinci”, che attraverso momenti di danza, poesie bilingue e interviste alle professoresse hanno raccontato le gioie e le complessità di dare alla luce un figlio, anche quando la natura non concede questa possibilità. Ottimo lavoro per l’istituto “Sraffa”, con un frizzante ed efficace documentario multimediale che prende spunto dalle pagine dei giornali; attraverso cronaca e gossip gli alunni affrontano con acuta ironia tutti gli aspetti dell’essere mamma. Lo spettacolo si conclude con la presentazione del brillante progetto dell’istituto “Marazzi”, un abito unisex che funge da manifesto dell’abbigliamento materno, con spalle larghe per sopportare qualsiasi peso, tasche con doppia cerniera per conservare ciò che conta o lasciar scivolare via ciò che non importa. Se l’impegno è una costante del premio Anna Adelmi, questa nona edizione si distingue per la profondità e la consapevolezza delle classi partecipanti, ragazzi e ragazze che vivono il presente con spirito d’osservazione e con l’impegno di chi, un domani, sarà madre o padre del proprio futuro.
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