Come cullarsi nei dolci richiami del “dream pop”

Nei suoi 45 minuti di durata, Loss Of Life, il quinto disco in studio targato MGMT, conferma la bontà della proposta artistica di un progetto che, a partire dall’esordio del 2007 (Oracular Spectacular) fece subito gridare al miracolo pubblico e critica. Da allora ad ogni nuova uscita Van Wyngarden e Ben Goldwasser hanno sempre sparigliato le carte, rifuggendo classificazioni ed etichette predefinite. Rispetto a quel folgorante debutto stavolta mancano quegli instant classics che catturano dal primo ascolto. Nessuna Time To Pretend e nemmeno una Kids all’orizzonte. Solo, si fa per dire, dieci ottime canzoni che pescano da Bowie, dagli Oasis, da Simon and Garfunkel, da Syd Barrett, dai Flaming Lips dai Mercury Rev e dagli Air. La lista potrebbe andare avanti ancora, ma è nell’abilità del duo di shakerare ingredienti così diversi la vera forza di questo Loss of Life. Bubblegum Dog è l’esempio di una perfetta pop song che si apre con un giro d’accordi in zona Pixies, e presto si inzacchera nel brit crepuscolare di 13:...
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