Codazzi: per esplorare il pianeta-violino in tutte le sfaccettature

Al via la sesta edizione de "L'altra anima del violino".
Qualche domanda a Roberto Codazzi, direttore artistico del Museo del Violino. Una rassegna, dunque, che vuole essere “varia e libera” ma con radici ben salde in Monteverdi, Stradivari e... Mina. Ci racconta come è nata l’edizione 2024?
«L’altra anima del violino è una sorta di oasi di libertà creativa nel palinsesto musicale dell’Auditorium Giovanni Arvedi. Una rassegna che per certi versi fa da contraltare a STRADIVARIfestival, che per contro è il momento più istituzionale, quello più legato al violino nella sua dimensione classica. Ma il violino è lo strumento strutturalmente più semplice ma anche il più incredibilmente vario nelle sue potenzialità espressive. Trecento grammi di legno di abete e acero con quattro corde sfregate da un archetto ma che rappresenta un vero e proprio miracolo di sfaccettature e possibilità sonore. Non è un caso che sia lo strumento più utilizzato in tutti i generi musicali, dalla classica all’elettronica, dal folk al pop, dal jazz al rock, da Bach alla sperimentazione. È anche quello più diffuso al mondo, in tutti gli angoli del pianeta, basti pensare a tutte le espressioni geografiche della cosiddetta musica della tradizione in cui il violino è presente, dal bluegrass al klezmer. Con L’altra anima del violino fin dalla prima edizione abbiamo cercato di esplorare questa inesauribile miniera d’oro che è il pianeta-violino, in gran parte poco conosciuta al grande pubblico, almeno a quello legato solo alla componente ortodossa di questa meraviglia dell’artigianato artistico nata a Cremona cinque secoli fa»....
«L’altra anima del violino è una sorta di oasi di libertà creativa nel palinsesto musicale dell’Auditorium Giovanni Arvedi. Una rassegna che per certi versi fa da contraltare a STRADIVARIfestival, che per contro è il momento più istituzionale, quello più legato al violino nella sua dimensione classica. Ma il violino è lo strumento strutturalmente più semplice ma anche il più incredibilmente vario nelle sue potenzialità espressive. Trecento grammi di legno di abete e acero con quattro corde sfregate da un archetto ma che rappresenta un vero e proprio miracolo di sfaccettature e possibilità sonore. Non è un caso che sia lo strumento più utilizzato in tutti i generi musicali, dalla classica all’elettronica, dal folk al pop, dal jazz al rock, da Bach alla sperimentazione. È anche quello più diffuso al mondo, in tutti gli angoli del pianeta, basti pensare a tutte le espressioni geografiche della cosiddetta musica della tradizione in cui il violino è presente, dal bluegrass al klezmer. Con L’altra anima del violino fin dalla prima edizione abbiamo cercato di esplorare questa inesauribile miniera d’oro che è il pianeta-violino, in gran parte poco conosciuta al grande pubblico, almeno a quello legato solo alla componente ortodossa di questa meraviglia dell’artigianato artistico nata a Cremona cinque secoli fa»....
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