«Non vedo l’ora di suonare il “Cremonese”»

Debutto all’Auditorium Giovanni Arvedi per Ilya Gringolts, star del violino che si è messo in luce nel 1998 quale più giovane vincitore del Premio Paganini. Per l’occasione, in duo con il pianista Peter Laul, il virtuoso suonerà la perla più preziosa del Museo del Violino, lo Stradivari “Cremonese” 1715 a suggello della giornata che celebra la ricorrenza della scomparsa del più grande liutaio della storia, lo StradivariMemorialDay, in programma lunedì 18 dicembre (ore 21). In scaletta capolavori sonatistici di Schumann e Schubert, oltre a un brano di Ernest Bloch, “Baal Shem”, che secondo Castelnuovo Tedesco “presenta gli stessi tre movimenti dell’anima ebraica: la tristezza, l’esaltazione lirica e la gioia sfrenata”.
Maestro Gringolts, due osservazioni sulle pagine di Schumann e Schubert, quasi all’opposto per scrittura e carattere.
«Questi due brani sono magari i miei brani preferiti nel repertorio del duetto con pianoforte. Per me non sono opposti. Anzi, li unisce il carattere profondamente lirico, cantabile, emozionante. C’è un aspetto quasi religioso in entrambi - essendo basati sia sul lied (Schubert), sia sul corale protestante (Schumann). Sono vere sinfonie per il duetto e, allo stesso tempo, sono in grado di conservare l’intimità della musica da camera, ad altissimo livello»....
«Questi due brani sono magari i miei brani preferiti nel repertorio del duetto con pianoforte. Per me non sono opposti. Anzi, li unisce il carattere profondamente lirico, cantabile, emozionante. C’è un aspetto quasi religioso in entrambi - essendo basati sia sul lied (Schubert), sia sul corale protestante (Schumann). Sono vere sinfonie per il duetto e, allo stesso tempo, sono in grado di conservare l’intimità della musica da camera, ad altissimo livello»....
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