Un viaggio dentro alle emozioni

Due progetti che si intersecano nel nome di Monteverdi: il musicista cremonese era l’idolo di Kieran White fin da bambino e oggi il controtenore inglese, la cui vita sarà protagonista in un film, vede avverarsi il sogno di cantare proprio nella città natale del Divin Claudio. Un intreccio di emozioni sincere.
“L’ispirazione di questo spettacolo nasce dalla vibrante musica di Monteverdi - scrive Marcio da Silva, regista e direttore musicale -, e dalla straordinaria abilità sua e dei suoi contemporanei, di tessere, con le note, il vivido arazzo delle emozioni umane”. “La musica e le ragioni dell’anima”, appunto. E’, questo, dunque, il titolo del monologo lirico che nell’ambito del Monteverdi Festival andrà in scena sabato 24 giugno (ore 20.30) al teatro Ponchielli. Star indiscussa e uomo solo sul palco, Kieran White, controtenore, sarà accompagnato dall’Ensemble OrQuesta diretto da Marcio da Silva. Intorno a lui si muoverà la scena, evocatrice di mondi e di frammenti di esistenza in un percorso suddiviso in dodici tappe in cui potersi riconoscere e rispecchiare. E anche lo specchio sarà un punto di forza di questa nuova co-produzione della Fondazione Teatro Ponchielli /Ensemble OrQuesta.
Intanto, come per molte opere, possiamo dire che anche questo spettacolo ha un prologo.
«Lo spettacolo che presentiamo al teatro Ponchielli - spiega Francesco Vitali, scene, costumi e luci - è collegato a un progetto cinematografico, scritto da me, che racconta la vita di Kieran White e che nasce dall’esigenza di trasformare un evento drammatico in qualcosa di positivo e bello. Kieran, che avevo conosciuto in Polonia in occasione di un’opera lirica prima che scoppiasse la pandemia, mi è stato molto vicino, così come altri cari amici, durante i cinque mesi di infezione da Covid. Dalla sua fattoria in Inghilterra mi telefonava ogni giorno mentre mi trovano rinchiuso nel mio appartamento. Ho maturato un grande senso di gratitudine nei confronti dei miei amici e di Kieran e da lì è nata in me l’idea di raccontare in un film la sua vita veramente unica di cantante professionista e contadino: non tutti sanno, infatti, che Kieran oltre a cantare lavora anche nella fattoria del padre».
«Così - continua - due anni fa abbiamo iniziato il percorso di scrittura e mentre lavoravamo sulla sceneggiatura ho pensato che sarebbe stato interessante raccontare il suo talento anche attraverso delle performance live coinvolgendo anche il regista e direttore d’orchestra Marcio da Silva, con il quale Kieran lavora spesso, e l’artista inglese Alec Boreham, per le scene».
«Dunque, l’idea dello spettacolo teatrale - spiega ancora Vitali -, cammina in parallelo alla preparazione del film. Il punto di unione è Monteverdi: non solo perché lo spettacolo è inserito nel Monteverdi Festival con musiche di Monteverdi, Cavalli e Carissimi ma anche perché Monteverdi, come si specifica nel film, è l’idolo di Kieran fin da quando, piccolissimo, ha cominciato a cantare. Cantare nella città di Monteverdi è il sogno che si avvera e che chiude il film»....
“L’ispirazione di questo spettacolo nasce dalla vibrante musica di Monteverdi - scrive Marcio da Silva, regista e direttore musicale -, e dalla straordinaria abilità sua e dei suoi contemporanei, di tessere, con le note, il vivido arazzo delle emozioni umane”. “La musica e le ragioni dell’anima”, appunto. E’, questo, dunque, il titolo del monologo lirico che nell’ambito del Monteverdi Festival andrà in scena sabato 24 giugno (ore 20.30) al teatro Ponchielli. Star indiscussa e uomo solo sul palco, Kieran White, controtenore, sarà accompagnato dall’Ensemble OrQuesta diretto da Marcio da Silva. Intorno a lui si muoverà la scena, evocatrice di mondi e di frammenti di esistenza in un percorso suddiviso in dodici tappe in cui potersi riconoscere e rispecchiare. E anche lo specchio sarà un punto di forza di questa nuova co-produzione della Fondazione Teatro Ponchielli /Ensemble OrQuesta.
Intanto, come per molte opere, possiamo dire che anche questo spettacolo ha un prologo.
«Lo spettacolo che presentiamo al teatro Ponchielli - spiega Francesco Vitali, scene, costumi e luci - è collegato a un progetto cinematografico, scritto da me, che racconta la vita di Kieran White e che nasce dall’esigenza di trasformare un evento drammatico in qualcosa di positivo e bello. Kieran, che avevo conosciuto in Polonia in occasione di un’opera lirica prima che scoppiasse la pandemia, mi è stato molto vicino, così come altri cari amici, durante i cinque mesi di infezione da Covid. Dalla sua fattoria in Inghilterra mi telefonava ogni giorno mentre mi trovano rinchiuso nel mio appartamento. Ho maturato un grande senso di gratitudine nei confronti dei miei amici e di Kieran e da lì è nata in me l’idea di raccontare in un film la sua vita veramente unica di cantante professionista e contadino: non tutti sanno, infatti, che Kieran oltre a cantare lavora anche nella fattoria del padre».
«Così - continua - due anni fa abbiamo iniziato il percorso di scrittura e mentre lavoravamo sulla sceneggiatura ho pensato che sarebbe stato interessante raccontare il suo talento anche attraverso delle performance live coinvolgendo anche il regista e direttore d’orchestra Marcio da Silva, con il quale Kieran lavora spesso, e l’artista inglese Alec Boreham, per le scene».
«Dunque, l’idea dello spettacolo teatrale - spiega ancora Vitali -, cammina in parallelo alla preparazione del film. Il punto di unione è Monteverdi: non solo perché lo spettacolo è inserito nel Monteverdi Festival con musiche di Monteverdi, Cavalli e Carissimi ma anche perché Monteverdi, come si specifica nel film, è l’idolo di Kieran fin da quando, piccolissimo, ha cominciato a cantare. Cantare nella città di Monteverdi è il sogno che si avvera e che chiude il film»....
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