«Vi presento la mia squadra di giovani talenti» Giovanni Gnocchi e il ritorno a Spazionovecento

«Non so dire se esista un mio modo di lavorare con i giovani, sicuramente quello che mi interessa è dare loro il maggior numero possibile di strumenti, perché possano poi essere indipendenti, rielaborare da soli e far fruttare il tutto, moltiplicando con gli altri input ricevuti e con la propria esperienza e personalità. Quando parlo di strumenti intendo una conoscenza del linguaggio musicale - e dell’armonia - la più completa possibile, esperienze di esecuzione in pubblico e di consapevolezza nel dialogo durante un concerto live, e aggiungerei anche conoscere sé stessi, ovvero iniziare ad imparare a (ri)conoscere la propria personalità per potersi rapportare con gli altri, oltre che, ovviamente, conoscere il proprio corpo per poterlo mettere al servizio dell’esecuzione del nostro strumento, che più di ogni altro viene proprio abbracciato nell’atto di suonare».
Sono le parole del violoncellista Giovanni Gnocchi, raccolte sul sito della Scuola di Musica di Fiesole. Il musicista cremonese, già insegnante alla prestigiosa accademia fondata dal violista Piero Farulli, presenta alla città i suoi allievi, studenti dell’Universität Mozarteum: mercoledì 31 maggio alle 18 e 30 nell’ambito di Spazionovecento, la Sala San Domenico del Museo Civico ospita dieci giovani talenti dell’archetto. Si tratta di professionisti già attivi nel panorama internazionale, vincitori di importanti premi in concorsi solistici e cameristici nonché protagonisti di concerti in Italia, al Concertgebouw di Amsterdam, al Musikverein di Vienna e al teatro alla Scala.
Sappiamo che è limitante, come se si dovesse descrivere in poco tempo una grande squadra di calcio. Proviamoci: ci parli dei suoi allievi...
«Sono musicisti con un’età compresa fra i venti e i ventotto anni. Ognuno di loro ha maturato una solida esperienza. Il solista nel brano di Boulez, Giacomo Cardelli, è stato il primo violoncello dell’Orchestra della Svizzera Italiana e dell’Orchestra Haydn di Bolzano. Annabel Hauk studia con me da circa un anno e ha già affrontato esperienze importanti: si è esibita più volte al Concertgebouw e ha suonato con Gidon Kremer. Enrico Mignani, solista nel settetto di Sofija Gubajdulina, ha suonato recentemente con Paolo Olmi, in Libano; Tadashi Forck - suo padre è insegnante di violoncello alla Hocshule di Berlino...
Sono le parole del violoncellista Giovanni Gnocchi, raccolte sul sito della Scuola di Musica di Fiesole. Il musicista cremonese, già insegnante alla prestigiosa accademia fondata dal violista Piero Farulli, presenta alla città i suoi allievi, studenti dell’Universität Mozarteum: mercoledì 31 maggio alle 18 e 30 nell’ambito di Spazionovecento, la Sala San Domenico del Museo Civico ospita dieci giovani talenti dell’archetto. Si tratta di professionisti già attivi nel panorama internazionale, vincitori di importanti premi in concorsi solistici e cameristici nonché protagonisti di concerti in Italia, al Concertgebouw di Amsterdam, al Musikverein di Vienna e al teatro alla Scala.
Sappiamo che è limitante, come se si dovesse descrivere in poco tempo una grande squadra di calcio. Proviamoci: ci parli dei suoi allievi...
«Sono musicisti con un’età compresa fra i venti e i ventotto anni. Ognuno di loro ha maturato una solida esperienza. Il solista nel brano di Boulez, Giacomo Cardelli, è stato il primo violoncello dell’Orchestra della Svizzera Italiana e dell’Orchestra Haydn di Bolzano. Annabel Hauk studia con me da circa un anno e ha già affrontato esperienze importanti: si è esibita più volte al Concertgebouw e ha suonato con Gidon Kremer. Enrico Mignani, solista nel settetto di Sofija Gubajdulina, ha suonato recentemente con Paolo Olmi, in Libano; Tadashi Forck - suo padre è insegnante di violoncello alla Hocshule di Berlino...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 1 GIUGNO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT