«Mi piace cogliere le sfide musicali del nostro tempo»

30 MAR 23
Ultimo aggiornamento: 20:0016 MAG 25
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Congedo per “L’altra anima del violino”: la rassegna offerta dal Museo del Violino si conclude domani sera (ore 21), con il duo formato da Anastasiya Petryshak e il pianista Lorenzo Meo, ospiti dell’Auditorium Giovanni Arvedi.
Ne abbiamo parlato con la musicista ucraina.
Il concerto, dedicato al Novecento storico, ripropone alcuni brani inclusi nel vostro disco, “Ange terrible”. Come è nata la scelta di includere la Sonata di Corigliano?
«La scelta è stata piuttosto naturale. Sono sempre stata affascinata dalla musica e dalla personalità di questo compositore, un nome di grande rilevanza nel panorama contemporaneo. La Sonata per violino e pianoforte ha vinto il premio del Festival dei Due Mondi di Spoleto e continua ad essere considerata, ancora oggi, un’opera di grande valore. Si tratta di un brano dalla scrittura brillante, che contiene una combinazione di elementi tradizionali e moderni. È una musica che combina caratteri molto diversi fra loro: è virtuosistica, con momenti di grande energia ed ha tratti di poliritmia che convivono bene con temi molto espressivi e cantabili».
Ci sono altri brani novecenteschi che le piacerebbe includere nel suo repertorio?
«Mi piace molto la musica di quel periodo. Il mio recente disco “Ange Terrible” ne è dimostrazione: è incentrato interamente sull’affascinante Novecento francese di Debussy, Ravel e Messiaen. Continuerò ad ampliare il repertorio, sicuramente, aggiungendo altri capolavori di quell’epoca. Mi vengono subito in mente ilConcerto di Berg e le Sonate di Prokofiev»....
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