«Celebriamo Monteverdi dentro e fuori il teatro»

Ecco dunque chi era il “misterioso” astronauta che dai manifesti del teatro si apprestava a spiccare il volo verso nuovi orizzonti. Era lui, il “Divin Claudio”, Claudio Monteverdi.
«L’astronauta - racconta Andrea Cigni, Sovrintendente del Teatro Ponchielli - era proprio Claudio Monteverdi, colui che ha esplorato - e continua a esplorare - nuovi mondi, nuovi linguaggi e nuove frontiere della cultura e della musica. E insieme a lui a proiettarsi nel futuro c’è Cremona, la città che gli ha dato i natali, perché Monteverdi e la sua musica sono patrimonio di questo tempo, del tempo passato e del tempo che verrà. Ed è importante celebrarlo anche a livello comunicativo per renderlo ancor più moderno e universale. Non dobbiamo mai dimenticarci che Monteverdi è il padre dell’opera, del melodramma e della canzone come la conosciamo oggi».
E’ pronto il ricco programma del Monteverdi Festival edizione n. 40: per 10 giorni, dal 16 al 25 giugno, rappresentazioni, concerti e spettacoli nei teatri, nei palazzi storici, nelle chiese e nelle piazze: tutto nel suo nome.
«L’astronauta - racconta Andrea Cigni, Sovrintendente del Teatro Ponchielli - era proprio Claudio Monteverdi, colui che ha esplorato - e continua a esplorare - nuovi mondi, nuovi linguaggi e nuove frontiere della cultura e della musica. E insieme a lui a proiettarsi nel futuro c’è Cremona, la città che gli ha dato i natali, perché Monteverdi e la sua musica sono patrimonio di questo tempo, del tempo passato e del tempo che verrà. Ed è importante celebrarlo anche a livello comunicativo per renderlo ancor più moderno e universale. Non dobbiamo mai dimenticarci che Monteverdi è il padre dell’opera, del melodramma e della canzone come la conosciamo oggi».
E’ pronto il ricco programma del Monteverdi Festival edizione n. 40: per 10 giorni, dal 16 al 25 giugno, rappresentazioni, concerti e spettacoli nei teatri, nei palazzi storici, nelle chiese e nelle piazze: tutto nel suo nome.
Il Monteverdi Festival compie 40 anni: un bel traguardo e una bella responsabilità....
«Sì, nato nel 1983, il festival ha visto la partecipazione di centinaia di artisti preziosi e ha cambiato veste negli ultimi due anni. Un festival che può dare tanta soddisfazione ma è anche una bella responsabilità sia nel costruire una programmazione degna di questa occasione che nel proiettarlo verso nuove frontiere. In quest’ottica si inserisce, tra l’altro, anche il percorso per il riconoscimento di Festival nazionale, al pari di quello dedicato a Verdi, a Puccini o a Rossini. Si tratta di definire la strada migliore per poter approdare su questo nuovo... pianeta»....
«Sì, nato nel 1983, il festival ha visto la partecipazione di centinaia di artisti preziosi e ha cambiato veste negli ultimi due anni. Un festival che può dare tanta soddisfazione ma è anche una bella responsabilità sia nel costruire una programmazione degna di questa occasione che nel proiettarlo verso nuove frontiere. In quest’ottica si inserisce, tra l’altro, anche il percorso per il riconoscimento di Festival nazionale, al pari di quello dedicato a Verdi, a Puccini o a Rossini. Si tratta di definire la strada migliore per poter approdare su questo nuovo... pianeta»....
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