Non solo Piazzolla: «Cerco da sempre linguaggi nuovi»

Sono all’aeroporto di Roma, dopo un concerto in Armenia: ho suonato per l’anniversario dei “Little Singer of Armenian Choir”, formazione di voci bianche di Yerevan. Con il coro ho eseguito la prima esecuzione di un compositore argentino, “Misa Tango”, di Martin Palmeri. Palmeri è molto noto nel panorama della musica contemporanea perché è riuscito a combinare la musica sacra e il Tango»: ecco un perfetto esempio di un inizio in medias res. Il maestro Mario Stefano Pietrodarchi, fisarmonicista nel concerto di Andrés Gabetta con il quintetto d’archi della London Royal Academy - sabato 22 ottobre ore 21 nell’Auditorium Giovanni Arvedi nell’ambito di StradivariFestival - ci dà modo di entrare nel vivo della breve intervista.
Maestro, la sua risposta ci ha anticipato: la musica per fisarmonica / bandoneon, allora, non inizia e finisce con Piazzolla...
«No, certamente. Una delle fortune della mia vita è stata questa: già nel 2009, in occasione di un concerto a Minsk, in Bielorussia, ebbi la felice intuizione di commissionare il mio primo brano per fisarmonica e orchestra d’archi. Da lì ho capito che avrei dovuto proseguire su questa strada: andare alla ricerca di giovani compositori italiani, in grado di creare un linguaggio nuovo per il mio strumento. Da allora continuo a portare avanti questa intuizione. Martin Palmeri, nominato poco fa, è stato il primo di una serie di autori dei quali ho suonato diverse prime esecuzioni. Fra i più recenti cito Roberto Molinelli...
«No, certamente. Una delle fortune della mia vita è stata questa: già nel 2009, in occasione di un concerto a Minsk, in Bielorussia, ebbi la felice intuizione di commissionare il mio primo brano per fisarmonica e orchestra d’archi. Da lì ho capito che avrei dovuto proseguire su questa strada: andare alla ricerca di giovani compositori italiani, in grado di creare un linguaggio nuovo per il mio strumento. Da allora continuo a portare avanti questa intuizione. Martin Palmeri, nominato poco fa, è stato il primo di una serie di autori dei quali ho suonato diverse prime esecuzioni. Fra i più recenti cito Roberto Molinelli...
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