Il Quartetto della Scala suona “cremonese”

“Il panorama della musica strumentale italiana dell’Ottocento è meno deserto di quanto si creda, almeno per il quartetto d’archi; ne fanno fede i sei di Cherubini, i diciannove di Donizetti, i sei di Bazzini (maestro di Puccini al Conservatorio di Milano) e, nell’ultimo trentennio del secolo, un paio di Busoni, l’unico di Verdi e lavori sparsi dello stesso Puccini tra i quali un Quartetto da poco ricostruito. L’accattivante trascrizione per quartetto d’archi dal Rigoletto, a firma di Antonio Melchiori (1827-1897) è una riconferma indiretta ma concreta della bontà dell’educazione ricevuta da Verdi, nella quale, come rivela il Quartetto in Mi minore, rientrava anche il contrappunto. Guidato da un fine gusto musicale e da una “manualità” strumentale di buona fattura, Melchiori seleziona alcuni dei momenti più significativi di Rigoletto conferendo loro una veste da camera sempre funzionale a quella che Verdi chiamerebbe la “posizione”, ovvero il momento drammaturgico e psicologico che si sta determinando sulla scena. La distribuzione delle voci, orchestrali e vocali, e le loro diverse concertazioni sono sempre felici, soprattutto per il timbro, parametro decisivo per il buon esito di operazioni siffatte. È il caso, tra i tanti, del Preludio, nel quale - in virtù anche dell’ottima lettura del Quartetto della Scala - la riscrittura quartettistica accentua la cupezza originale del motivo della maledizione. Altrettanto riuscita è la destinazione strumentale del successivo “Questa o quella per me pari sono”, dove il canto del Duca è affidato non al violino come forse ci si aspetterebbe ma al violoncello, che con il suo andamento “leggero” sembra accentuarne il carattere fatuo. Raffinata è poi la scelta di Melchiori di assegnare alla viola la struggente rievocazione di Gilda dell’incontro ingannevole con quel “giovine.. bello e fatale”, mentre l’accompagnamento degli altri tre archi sembra prolungarne gli accenti dolenti”....
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 13 OTTOBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT