Eric Clapton, la sua Les Paul e i profeti del blues

Nothing But The Blues. Solo Clapton e la sua Les Paul, nient’altro. Mai come nel tour di From The Cradle - ottimo album di metà anni Novanta firmato dall’ex Cream e Yardbirds - Slowhand ha suonato il blues così. La recente ripubblicazione dell’omonimo documentario, pellicola del 1995 prodotta da Martin Scorsese, e ora restaurata in 4k, in cui il chitarrista inglese racconta il suo amore per il sound del Delta e l’impatto che i grandi maestri del genere ebbero sulla sua formazione artistica, ha spinto la Reprise Records a pubblicare, per la prima volta, il concerto su disco. Nel live in questione troviamo il meglio delle due notti al Fillmore di San Francisco (8 e 9 novembre del 1994). Due esibizioni in cui Clapton propone brani di Robert Johnson, Muddy Waters, Howlin’ Wolf, Jimmy Rogers, Otis Rush e altre leggende. Coadiuvato da una sezione ritmica composta dal batterista Jim Keltner e dal bassista Dave Bronze - presenti sul palco insieme al chitarrista ritmico Andy Fairweather Low, a Chris Stainton (tastiere) e all’ottimo armonicista Jerry Portonoy, mentre ai fiati troviamo Simon Clarke, Tim Sanders e Roddy Lorimer - Clapton, qui in forma smagliante, per tutto il minutaggio del disco, conferma un passaggio importante del vangelo del blues....
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