La fatalità del destino

Un peccato: la compagine del Granducato ha proposto tre opere che avrebbero meritato più attenzione: l’Overture dall’Oberon di Weber, la Quinta di Tchaikovsky e il Secondo Concerto di Shostakovich. Quest’ultimo ha rappresentato, a nostro avviso, la gemma della serata: al pianoforte Pietro Bonfilio, interprete efficace quanto sensibile nel dipingere una pagina che alterna due sentimenti contrastanti: umorismo, divertita leggerezza e, nel secondo dei tre movimenti, una dolcezza infinita. Molto convincente il timbro di Bonfilio: sgranato, preciso ma mai percussivo nelle sezioni estreme; tocco sfumato e penetrante - quasi da carillon - nella placida melodia dell’Andante. Ancora di Shostakovich il fuori programma proposto dal musicista toscano: la Marcia dalle Tre Danze op. 5. Una bellissima lettura, con scarti umorali in cui le volatine nel registro medio-acuto risuonano come arabeschi. Il grancoda Fazioli, per pochi attimi, sembra trasformarsi in un’arpa....
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 14 APRILE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT