Mescolanza di generi e sottile gioco di “fake”

24 FEB 22
Ultimo aggiornamento: 19:4416 MAG 25
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Taglio del nastro per “L’altra anima del violino”: domenica 27 febbraio alle 21 l’Auditorium Giovanni Arvedi ospita due straordinari violoncellisti che uniscono le loro abilità in un programma che spazia da Bach sino a Verdi e ai Queen. Temperamenti e caratteri diversi, ma complementari: il duo è un mix esplosivo che unisce la curiosità mediterranea e solare di Giovanni Sollima - compositore e infaticabile ricercatore di musiche e di autori oggi desueti da recuperare a nuovi fasti concertistici - al carattere più riflessivo di Mario Brunello, tenace testimone del repertorio antico, amante dell’introspezione e della montagna. Un ulteriore tocco di colore musicale è offerto dagli strumenti: Brunello e Sollima alterneranno quattro violoncelli di diverse taglie e voci: Brunello suonerà il violoncello Giovanni Paolo Maggini del XVII secolo e il violoncello piccolo a quattro corde Filippo Fasser 2017, mentre Sollima si esibirà con il violoncello Filippo Fasser e il violoncello piccolo a cinque corde di Nicola Segatta.
Quantomai composita la scaletta: si spazia da tre celeberrimi brani dalla Traviata, nella trascrizione di Antonio Melchiori, fino al pungente neoclassicismo della Suite Italienne firmata Stravinsky: è proposta nell’arrangiamento di Igor Piatigorsky e Jascha Heifetz. Accostate, due Ciaccone, danza molto in voga nel diciassettesimo secolo costituita da variazioni su un basso ostinato: quella più celebre di Johann Sebastian Bach - nella versione di Viktor Derevianenko - e quella meno conosciuta di Antonio Bertali....
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