«I Nomadi, un fiume che non muore: coerenti non solo bravi»

I Nomadi, gruppo storico dello scenario musicale nazionale, saranno ospiti domenica 27 febbraio a Pozzaglio, al 5° Spiedo Nomade, appuntamento organizzato dal Nomadi Fan Club “La Storia” di Pontevico per ricordare Ornella Terzi, infermiera del Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale di Bergamo, amica e grande fan del gruppo, scomparsa il primo aprile 2020 vittima del Covid. Durante il pranzo che si terrà nella tensostruttura appositamente allestita nella nuova piazza del paese in collaborazione con “Il grande evento tour Astra” e Radio Bruno, i presenti avranno la possibilità di incontrare Beppe Carletti e gli attuali componenti della band.
Sul palco dal 1963, i Nomadi hanno pubblicato, fra dischi dal vivo e registrati in studio, ottantadue album, partecipato a due Festival di Sanremo, diverse edizioni del Cantagiro, manifestazione che li ha lanciati a livello nazionale nel 1966 grazie a “Come potete giudicar” cover di “The Revolution Kid” di Sonny Bono, oltre alla storica kermesse “Un disco per l’estate” che, nel 1972, li ha visti finalisti con “Io vagabondo”, che avrebbe poi venduto un milione di dischi diventando di fatto l’inno ufficiale della band. Abbiamo incontrato Beppe Carletti, tastierista e membro fondatore del gruppo, unico rimasto della formazione iniziale, presso il centro sportivo Azzurra 2000 di Sospiro prima dell’apprezzatissima esibizione con un trio di musicisti locali: Enrico Dabellani alla chitarra, Roberto Galli al basso e Diego Barborini alla voce. Grazie alla sua squisita diponibilità, abbiamo scambiato quattro chiacchiere in perfetto “stile Nomadi”.
Sul palco dal 1963, i Nomadi hanno pubblicato, fra dischi dal vivo e registrati in studio, ottantadue album, partecipato a due Festival di Sanremo, diverse edizioni del Cantagiro, manifestazione che li ha lanciati a livello nazionale nel 1966 grazie a “Come potete giudicar” cover di “The Revolution Kid” di Sonny Bono, oltre alla storica kermesse “Un disco per l’estate” che, nel 1972, li ha visti finalisti con “Io vagabondo”, che avrebbe poi venduto un milione di dischi diventando di fatto l’inno ufficiale della band. Abbiamo incontrato Beppe Carletti, tastierista e membro fondatore del gruppo, unico rimasto della formazione iniziale, presso il centro sportivo Azzurra 2000 di Sospiro prima dell’apprezzatissima esibizione con un trio di musicisti locali: Enrico Dabellani alla chitarra, Roberto Galli al basso e Diego Barborini alla voce. Grazie alla sua squisita diponibilità, abbiamo scambiato quattro chiacchiere in perfetto “stile Nomadi”.
Da “Donna la prima donna”, primo 45 giri del 1965, a “Solo esseri umani”, 42esimo album di studio del 2021, sono trascorsi 56 anni; dalle prime esibizioni dei Nomadi nelle balere nei dintorni di Modena nel 1963 ad oggi, addirittura 59…
«Abbiamo la storia più longeva in Italia, secondi nel mondo solo ai Rolling Stones. Uso il termine storia perché il nostro percorso è fatto da molte persone anche se della formazione iniziale sono rimasto solo io....
«Abbiamo la storia più longeva in Italia, secondi nel mondo solo ai Rolling Stones. Uso il termine storia perché il nostro percorso è fatto da molte persone anche se della formazione iniziale sono rimasto solo io....
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