«Perfetta fusione fra jazz tradizionale e Novecento storico»

“Voi Americani prendete il jazz troppo alla leggera. Sembra che lo consideriate musica di poco valore, volgare, effimera. Secondo me invece sarà il jazz a far nascere la musica nazionale degli Stati Uniti. Voi non possedete ancora un linguaggio autentico diverso da questo. La maggior parte delle vostre composizioni tradiscono influenze europee-spagnole, russe, francesi o tedesche piuttosto che una personalità americana. Nondimeno non credo a coloro che pretendono che ciò sia dovuto alla mescolanza di popoli stranieri che compongono l’America. Potrei sedermi al piano e suonarvi musica francese scritta intorno al 1849 che voi prendereste per jazz; per quanto sia così caratteristica, così sincopata nei suoi ritmi, essa conserva un sapore francese. E, quel ch’è più significativo, è considerata classica. Personalmente, trovo il jazz estremamente interessante: i ritmi, il trattamento della melodie, le melodie stesse. Ho ascoltato certe opere Gershwin che mi hanno costretto a riflettere”.
Così Maurice Ravel, raccolte durante un’intervista del 1928. Le parole del compositore francese contrappuntano perfettamente il concerto di mercoledì prossimo, 2 febbraio, alle ore 20: sul palcoscenico del teatro Ponchielli, insieme con l’Orchestra di Padova e del Veneto, sale il trombettista Fabrizio Bosso. Sul podio Paolo Silvestri, compositore, direttore d’orchestra e pianista che da molti anni...
Così Maurice Ravel, raccolte durante un’intervista del 1928. Le parole del compositore francese contrappuntano perfettamente il concerto di mercoledì prossimo, 2 febbraio, alle ore 20: sul palcoscenico del teatro Ponchielli, insieme con l’Orchestra di Padova e del Veneto, sale il trombettista Fabrizio Bosso. Sul podio Paolo Silvestri, compositore, direttore d’orchestra e pianista che da molti anni...
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