Marco Bronzi imbraccerà il Golden Bell: «Una "voce" potente e caldissima»

Il 18 dicembre lo Stradivari Festival celebra il consueto Memorial Day: domani alle ore 21 “I Solisti Veneti”, storico ensemble impegnato nella promozione del repertorio italiano, sono di scena all’Auditorium Giovanni Arvedi. Per l’occasione, due solisti dell’ensemble guidato da Giuliano Carella, suoneranno due preziosi capolavori di Stradivari custoditi al Museo del Violino nell’ambito di “Friends of Stradivari”, il network internazionale che riunisce quanti posseggono, utilizzano o custodiscono strumenti di scuola classica cremonese. Marco Bronzi suonerà lo Stradivari “Golden Bell” 1668, di proprietà della Alago Familienstiftung, mentre a Lucio Degani verrà affidato lo Stradivari “Lam - ex Scotland University” 1734, della collezione Sau-Wing Lam. Due autentici gioielli rappresentativi della prima e dell’ultima fase creativa del grande liutaio cremonese. Abbiamo parlato con Marco Bronzi durante le prove, appena dopo aver imbracciato lo strumento che ascolteremo durante il quarto Concerto in La minore, tratto dalla raccolta “La stravaganza”.
Maestro, desideriamo soffermarci ovviamente, sullo Stradivari Golden Bell. Che impressione ha avuto?
«Suonare uno strumento simile, specialmente al mattino, regala sensazioni davvero particolari. È come ritrovarsi a cantare sotto la doccia e ritrovarsi con con una voce da tenore, potente e caldissima. Una vera magìa. C’è da mettere in conto, poi, la sua aura: la lunga storia del “Golden Bell”...
«Suonare uno strumento simile, specialmente al mattino, regala sensazioni davvero particolari. È come ritrovarsi a cantare sotto la doccia e ritrovarsi con con una voce da tenore, potente e caldissima. Una vera magìa. C’è da mettere in conto, poi, la sua aura: la lunga storia del “Golden Bell”...
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