Dietro le quinte Il Trovatore prende forma

Attenzione, spoiler. Non tanto per il finale, tutti ormai conoscono l’ambigua e oscura (in tutti i sensi) vicenda de “Il Trovatore”, ma per l’intuizione registica in avvio d’opera della cosiddetta “Trilogia popolare” verdiana. Prima dell’attacco del direttore d’orchestra, un Conte di Luna stravolto, unico superstite, si aggira sul palcoscenico, dalla scenografia essenziale, ricoperto di cenere: prende tra le mani un secchio e ricopre anche l’ultimo spazio rimasto intatto. Come a riavvolgere il nastro, lo spettatore è indotto a ripartire dall’inizio, da “quella pira” e da “quell’orrendo foco”, fatale “leit motiv” dell’intera opera di Verdi. Ed ecco partire la musica, con il “racconto” che Ferrando fa nell’introduzione. Pian piano, la vicenda si dipana, disseppellendo tragedie e ricordi che nessun fuoco potrà “purificare”.
C’eravamo anche noi in teatro ad assistere alla prova d’assieme del “Trovatore” alla quale hanno assistito gli studenti del Liceo Stradivari e della Facoltà di Musicologia, nell’ambito del progetto “Per fare un’Opera 2021”. Il capolavoro verdiano andrà in scena al Ponchielli il prossimo giovedì 18 novembre (ore 20) e, per una seconda replica sabato 20 novembre (sempre alle ore 20)...
C’eravamo anche noi in teatro ad assistere alla prova d’assieme del “Trovatore” alla quale hanno assistito gli studenti del Liceo Stradivari e della Facoltà di Musicologia, nell’ambito del progetto “Per fare un’Opera 2021”. Il capolavoro verdiano andrà in scena al Ponchielli il prossimo giovedì 18 novembre (ore 20) e, per una seconda replica sabato 20 novembre (sempre alle ore 20)...
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