Krylov, virtuosismo e l’ombra di Bach

Il diavolo si nasconde nei dettagli: la citazione può accompagnare, per almeno due motivi, il concerto di Sergej Krylov, “Assolo”, ospite domani sera (ore 21) nell’ambito dello StradivariFestival. Il primo: l’elemento sulfureo da sempre si accompagna al violino, sia per le suggestioni di Tartini, autore del celeberrimo “trillo”, sia per la leggenda che vedrebbe Paganini stipulare un patto demoniaco. Il secondo: i particolari nascosti, evocati dal celebre aforisma, sono una parte tutt’altro che secondaria del recital offerto dal musicista cremonese. L’archetto di Sergej, infatti, suonerà di fronte ad un convitato di pietra: Johann Sebastian Bach. Il suo programma, oltre alla celeberrima Ciaccona dalla seconda Partita - caposaldo violinistico vergato dal genio di Eisenach - vede altri due omaggi “sotterranei” all’autore del “Clavicembalo ben temperato”: la seconda Sonata di Eugène Ysaÿe e la Sequenza VIII di Luciano Berio. Due dei quattro movimenti scritti dal compositore belga citano apertamente l’arte contrappuntistica bachiana. La pagina di Berio, invece, ha una storia altrettanto degna di nota, così raccontata dall’autore: “Comporre Sequenza VIII è stato per me come pagare un debito personale al violino, che considero uno degli strumenti più sottili e complessi che vi siano. Avevo studiato violino per qualche anno, mentre stavo imparando il pianoforte e prima di passare al clarinetto - mio padre voleva che suonassi tutti gli strumenti -, e ho sempre conservato una grande attrazione per questo strumento, pur mantenendo con esso un rapporto un po’ tormentato; forse perché avevo già tredici anni - senz’altro troppi - quando ho cominciato a prendere lezioni di violino....
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