Milenkovich-Bronzi: tre secoli di musica per il virtuoso Duo

30 SET 21
Ultimo aggiornamento: 19:3716 MAG 25
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“Tre secoli in Duo” è il titolo del concerto di domani, sabato, all’Auditorium Giovanni Arvedi: alle ore 21 lo StradivariFestival ospita un “due consacrati virtuosi del rispettivo strumento - il violinista Stefan Milenkovich e il violoncellista Enrico Bronzi - che si uniscono in duo per dar vita a una scaletta che include dalle Suite di Bach ai Capricci di Paganini, da antiche melodie di Dowland - opportunamente trascritte per questa formazione - ai volteggianti brani viennesi di Fritz Kreisler”. La coppia, alternando brani solistici e pagine in duo, spazia dalla “Pavana Lachrymae” del melancolico liutista inglese - trascritta da Bronzi partendo dalla versione organistica - fino al Ravel più scabroso, quello della poco frequentata Sonata in Do maggiore per violino e violoncello, la cui cifra stilistica fu definita “più ispida, più dura che quella di Schoenberg”. La macchina del tempo dei due musicisti esplora e lega epoche disparate: la celeberrima prima Suite per violoncello del Grande di Eisenach si collega con la scrittura ancora bachiana di Ysaÿe, presente con la seconda delle sei Sonate per violino solo op. 27; il colore iberico di Tarrega (in una curiosa trascrizione violoncellistica di “Recuerdos de la Alhambra”) si lega al vaporoso Krisler del Recitativo e Scherzo-Caprice op. 6. Quest’ultimo, insieme con la Sonata di Ysaÿe e il Ventiquattresimo Capriccio di Paganini, sono il momento di maggior fulgore per l’archetto di Milenkovich.
I tre secoli di musica arrivano fino al 1951, anno di “Dhipli Zyia”, opera che Enrico Bronzi tratteggia così: «Dhipli Zyia è parte di una produzione poco conosciuta di Iannis Xenakis e, paradossalmente, di più facile ascolto...
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