«Mi piace rivisitare i brani, anche senza eccessiva riverenza»

“Un istrionico violoncellista argentino, il primo clarinetto della Scala, la pianista che ha vinto più di venti concorsi nazionali e internazionali: è questo l’inedito trio di fuoriclasse che hanno unito le forze per cavalcare tra i generi e gli stili della musica, da Brahms alle Stagioni di Piazzolla, da echi di Frank Zappa a brani originali dello stesso Jorge Andrés Bosso”: la presentazione dei tre musicisti, ospiti domenica 3 ottobre dell’Auditorium Giovanni Arvedi (ore 18), sembrano voler prolungare e sviluppare il tema indagato da Bronzi e Milenkovich: se il duo offre un florilegio di brani collocati in epoche diverse, il concerto di domenica si avventura verso nuovi mondi e regioni inesplorate: New Worlds - Terra Incognita è il titolo che il trio ha scelto per l’originale programma di dopodomani.
Jorge Bosso è un musicista di raro estro: possiede una fantasia e una cultura musicale tali da trascendere i confini del suo strumento. La sua curiosità non si spinge solo verso Zappa - autore che, in tempi non troppo remoti, aveva affascinato anche Pierre Boulez - ma è rivolta verso una continua rilettura dei repertori, più o meno conosciuti dal grande pubblico. Un esempio: Martha Argerich ha suonato la sua trascrizione della prima delle “Scene Infantili” di Schumann, per pianoforte e coro di voci bianche. Altri lavori, oltre a composizioni proprie, hanno incluso rivisitazioni di Bach e Strauss. Nel concerto dello StradivariFestival suonerà due brani - “Promenade 1 e 2” - tratti dal suo album inciso nel 2016, “Tango at an Exhibition”. Molte le commissioni ricevute: nel 2010 l’opera da camera Aulularia, sul testo di Plauto, per cinque attori, quartetto vocale ed ensemble strumentale; Nel 2011 l’opera “Di mappe, valli et laiche legendae” per cori, soprano, voce recitante, gruppo strumentale e proiezioni multimediali. L’ultima, nel quinto centenario dell’opera di Ludovico Ariosto, ha visto Bosso autore di musica e libretto di “Frottole, Canoni, Ballate, Madrigali et altre maraviglie, per Orlando l’eroe furioso”.
Jorge Bosso è un musicista di raro estro: possiede una fantasia e una cultura musicale tali da trascendere i confini del suo strumento. La sua curiosità non si spinge solo verso Zappa - autore che, in tempi non troppo remoti, aveva affascinato anche Pierre Boulez - ma è rivolta verso una continua rilettura dei repertori, più o meno conosciuti dal grande pubblico. Un esempio: Martha Argerich ha suonato la sua trascrizione della prima delle “Scene Infantili” di Schumann, per pianoforte e coro di voci bianche. Altri lavori, oltre a composizioni proprie, hanno incluso rivisitazioni di Bach e Strauss. Nel concerto dello StradivariFestival suonerà due brani - “Promenade 1 e 2” - tratti dal suo album inciso nel 2016, “Tango at an Exhibition”. Molte le commissioni ricevute: nel 2010 l’opera da camera Aulularia, sul testo di Plauto, per cinque attori, quartetto vocale ed ensemble strumentale; Nel 2011 l’opera “Di mappe, valli et laiche legendae” per cori, soprano, voce recitante, gruppo strumentale e proiezioni multimediali. L’ultima, nel quinto centenario dell’opera di Ludovico Ariosto, ha visto Bosso autore di musica e libretto di “Frottole, Canoni, Ballate, Madrigali et altre maraviglie, per Orlando l’eroe furioso”.
Maestro, domanda quasi scontata ma necessaria: da dove nasce il suo interesse per Frank Zappa?
«La scelta di Zappa è in sincronia con la scelta di Piazzolla: entrambi gli autori, secondo me, rappresentano due modi di guardare e proporre, attraverso la Musica, la propria realtà. Zappa era un animale onnivoro: era un amante di Bach e di Edgar Varèse....
«La scelta di Zappa è in sincronia con la scelta di Piazzolla: entrambi gli autori, secondo me, rappresentano due modi di guardare e proporre, attraverso la Musica, la propria realtà. Zappa era un animale onnivoro: era un amante di Bach e di Edgar Varèse....
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