“Otello Circus”, su quella pista cadono le maschere

«Siamo una compagnia teatrale di professionisti. Il fatto che sia costituita anche da donne e uomini in situazioni di disabilità o di disagio sociale e psichico è una specificità, ma il nostro valore è quello di essere una compagnia teatrale e, dunque, un soggetto culturale e non un soggetto sociale. In questo vogliamo distinguerci. Nel senso che ci piace essere culturalmente necessari più che socialmente utili». Poi, precisa. «Di fatto socialmente utili lo siamo già perché facciamo teatro, ma essere una compagnia che sta sul mercato, professionale, è quello che volevamo essere ed è quello che siamo riusciti a essere, assumendoci l’onere e l’onore di essere giudicati per quello che facciamo e non per quello che siamo». Come a dire, siamo qualcos’altro oltre la disabilità. Lo sa bene Antonio Viganò, il regista de Il Teatro La Ribalta - Accademia Arte della Diversità di Bolzano (da poco insignito del premio Hystrio-Altre Muse 2021) che nel Chiostro di S. Chiara a Casalmaggiore - sabato 17 luglio alle ore 21.30 per “Lunazione” - presenterà il suo “Otello Circus”, spettacolo nato dall’incontro con l’Orchestra AllegroModerato di Milano (orchestra sinfonica di cinquanta elementi composta da musicisti con disagio psichico, fisico e da musicisti professionisti, nda) con la volontà di costruire insieme, valorizzando le singole specificità e alterità, un percorso artistico e musicale. La compagnia è stata fondata nel 2014 a Bolzano ed è portatrice di una poetica originale e personale, attraverso la quale intende promuovere le condizioni per una vera inclusione culturale e sociale. Che in Viganò ha radici lontane, che si riallacciano all’esperienza «dell’Oiseau Mouche, prima compagnia professionale francese di uomini e donne sostanzialmente con disagio psichico in Europa e con cui ho lavorato sei anni....
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