La musica mi dà gioia

“Click”, e ora abbiamo anche la foto ufficiale da inserire negli annali di “Mondo Padano”. La targa “Cremonesi dell’anno 2020 per la cultura” è stata ufficialmente consegnata nelle mani del legittimo destinatario: il maestro Jader Bignamini, da un anno direttore musicale della DSO, l’Orchestra Sinfonica di Detroit, dalla cui sala da concerto si era collegato in occasione della registrazione per la Tv. Nel frattempo, però, è tornato in Italia, e da qualche giorno può anche fregiarsi della cittadinanza onoraria della Città di Crema. In redazione arriva più che puntuale, con la sua assistente Stefania; cordiale, una risata contagiosa. Il direttore (pluri-acclamato) sembra essere rimasto il “Maestro della porta accanto”. Dice che il successo non l’ha cambiato, la famiglia e gli affetti più cari lo aiutano a rimanere con i piedi per terra, gli amici sono quelli di sempre «certo c’è meno tempo per frequentarli». Dice che è rimasto «un positivo, a tratti un bambino», tanti sogni realizzati e altrettanti da inseguire; ma non si possono rivelare perché «sono come le stelle cadenti» e vanno protetti dal buio della notte. E’ alla luce del sole, invece, un suo grande desiderio: divulgare, estendere la cultura musicale il più possibile e a tutti i livelli - «la musica dovrebbe far parte della vita di ciascuno», dice.
Una lunga chiacchierata, un’intervista fiume quella con il Maestro Bignamini. A cuore aperto.
Una lunga chiacchierata, un’intervista fiume quella con il Maestro Bignamini. A cuore aperto.
Cremonese dell’anno per Mondo Padano nel 2020 e da poco Cittadino onorario della Città di Crema. Maestro Bignamini, non si più dire nel suo caso, “nemo propheta in Patria”...
«E’ stato un anno di soddisfazioni, essere apprezzati dalla propria gente, sia dove si vive che dove si è nati è una cosa che mi riempie d’orgoglio ed è anche molto piacevole. Devo dire, però, che io non ho mai sofferto questa cosa dell’essere o no “propheta in Patria” anche perché sono sempre stato molto legato alle persone che ho conosciuto e che ho frequentato fin dalla mia adolescenza. E devo confessare che mi sono sempre sentito apprezzato oltre che professionalmente anche e soprattutto umanamente, ed è questa la cosa che mi fa più piacere...»....
«E’ stato un anno di soddisfazioni, essere apprezzati dalla propria gente, sia dove si vive che dove si è nati è una cosa che mi riempie d’orgoglio ed è anche molto piacevole. Devo dire, però, che io non ho mai sofferto questa cosa dell’essere o no “propheta in Patria” anche perché sono sempre stato molto legato alle persone che ho conosciuto e che ho frequentato fin dalla mia adolescenza. E devo confessare che mi sono sempre sentito apprezzato oltre che professionalmente anche e soprattutto umanamente, ed è questa la cosa che mi fa più piacere...»....
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