E Monteverdi Festival sia!

Sovrintendente Cigni, il Monteverdi Festival riparte da L’Orfeo che quest’anno “suona” ancora più cremonese considerato che la regia è sua e che la direzione musicale è affidata al Maestro Antonio Greco, che rivestirà un ruolo di primo piano nell’ambito del festival...
«Orfeo è l’allestimento di proprietà della Fondazione Teatro Ponchielli che in questo momento particolare di Covid e anche di grande incertezza abbiamo rispolverato. E’ un allestimento che al di là del vantaggio economico (la regìa è del sottoscritto e dunque gratuita essendo io anche direttore artistico) presenta punti di forza dei quali vado molto orgoglioso. Intanto è stato il mio secondo allestimento e mi ha portato tantissima fortuna accreditandomi nel mondo come regista d’opera. Per cui sono molto fiero di ripresentarlo nel teatro che ora dirigo. E poi c’è la direzione miusicale di Antonio Greco, che è il direttore musicale principale del Festival di quest’anno. E questo è un grande vantaggio. Perchè Antonio, oltre a essere cremonese, è un musicista stimato in tutta Italia, in Europa e nel mondo per la sua profonda conoscenza di Claudio Monteverdi. Un’artista raffinato che tanto sta dando al repertorio barocco e antico. La nostra è una collaborazione che si ritrova in questo allestimento e ne sono molto felice».
«Orfeo è l’allestimento di proprietà della Fondazione Teatro Ponchielli che in questo momento particolare di Covid e anche di grande incertezza abbiamo rispolverato. E’ un allestimento che al di là del vantaggio economico (la regìa è del sottoscritto e dunque gratuita essendo io anche direttore artistico) presenta punti di forza dei quali vado molto orgoglioso. Intanto è stato il mio secondo allestimento e mi ha portato tantissima fortuna accreditandomi nel mondo come regista d’opera. Per cui sono molto fiero di ripresentarlo nel teatro che ora dirigo. E poi c’è la direzione miusicale di Antonio Greco, che è il direttore musicale principale del Festival di quest’anno. E questo è un grande vantaggio. Perchè Antonio, oltre a essere cremonese, è un musicista stimato in tutta Italia, in Europa e nel mondo per la sua profonda conoscenza di Claudio Monteverdi. Un’artista raffinato che tanto sta dando al repertorio barocco e antico. La nostra è una collaborazione che si ritrova in questo allestimento e ne sono molto felice».
Musica, danza, opera… sarà l’occasione per conoscere Monteverdi a 360 gradi. Quali novità ci riserva questo cartellone?
«Musica, danza, opera e non solo. Un festival con tante sfaccettature e tante cose da raccontare. Monteverdi a 360 gradi passa anche dalla scoperta delle lettere in occasione di Monteverdi Sotterraneo. Ascolteremo le parole di Monteverdi che parlano di alchimia, di artisti non pagati (come ai giorni d’oggi), di scelte artistiche da condividere e non condivise, della macerazione dell’artista. Aspetti più umani di questo grande personaggio che è il padre dell’opera lirica: noi tutti, che operiamo nel mondo del melodramma, gli dobbiamo qualcosa. Ma, le novità sono tantissime al di là delle produzioni d’opera, per cui il Festival produce quello che mette in scena, segnalo una co-produzione importantissima quella del dittico monteverdiano del Ballo e del Combattimento con la Fondazione Teatri di Reggio Emilia. Non solo: con lo spettacolo di danza di Balletto Civile, la nostra orchestra e il nostro coro saremo poi ospiti a Montepulciano al “Cantiere Internazionale d’arte” e a Rovereto al “Festival Oriente e Occidente”....
«Musica, danza, opera e non solo. Un festival con tante sfaccettature e tante cose da raccontare. Monteverdi a 360 gradi passa anche dalla scoperta delle lettere in occasione di Monteverdi Sotterraneo. Ascolteremo le parole di Monteverdi che parlano di alchimia, di artisti non pagati (come ai giorni d’oggi), di scelte artistiche da condividere e non condivise, della macerazione dell’artista. Aspetti più umani di questo grande personaggio che è il padre dell’opera lirica: noi tutti, che operiamo nel mondo del melodramma, gli dobbiamo qualcosa. Ma, le novità sono tantissime al di là delle produzioni d’opera, per cui il Festival produce quello che mette in scena, segnalo una co-produzione importantissima quella del dittico monteverdiano del Ballo e del Combattimento con la Fondazione Teatri di Reggio Emilia. Non solo: con lo spettacolo di danza di Balletto Civile, la nostra orchestra e il nostro coro saremo poi ospiti a Montepulciano al “Cantiere Internazionale d’arte” e a Rovereto al “Festival Oriente e Occidente”....
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