"Il jazz, che sorpresa"

10 GIU 21
Ultimo aggiornamento: 17:32 | 16 MAG 25
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“Per Gulda il concerto era una gabbia: egli detestava presentarsi con addosso il frac, che non era più un abito da sera comunemente adottato ma una divisa, e suonare per un pubblico che a suo giudizio assisteva al concerto come ad un rito. Pur proseguendo nella carriera che gli dava da vivere, Gulda trovò la sua evasione e la sua ragione di vita, come pianista e saltuariamente come sassofonista, nel jazz, che esaltava la sua creatività e che si rivolgeva ad un pubblico molto più vasto”.
Scrive così, Piero Rattalino, sulla quarta del proprio libro dedicato al pianista e compositore Friedrich Gulda, icasticamente soprannominato “lo scandalistico”. Pur con le ovvie differenze di pubblico, di gusto e di mutata consapevolezza della platea, il secondo concerto di CremonaJazz presenta tutti i presupposti per essere letto come la naturale evoluzione di questa parabola artistica, il cui approdo è un concerto “laboratorio di stili e di idee”.
Domani sera (sabato 12 alle ore 20) l’Auditorium Giovanni Arvedi ospita il violoncellista cremonese Giovanni Gnocchi alle prese con il curioso e camaleontico Concerto di Gulda. Con lui suonano il Bazzini Consort, il pianista Roberto Cipelli e il suo Flatiron Trio. In scaletta una raccolta di “brani scritti e brani improvvisati, in cui le sorprese sono dietro l’angolo”.
Ne parliamo con Giovanni Gnocchi.
Giovanni, dopo oltre vent’anni di “classica” si affaccia al mondo del jazz...
«Il concerto di Gulda è entrato nel mio repertorio nel 2014 e, mediamente, l’ho suonato una volta all’anno. Tutto il resto è per me un mondo nuovo: sabato sera suoneremo la Suite per violoncello per Trio Jazz di Claude Bolling, pagina che accosteremo ad alcuni brani originali di Roberto Cipelli e brani del pianista Kenny Barron, riarrangiati da Roberto. Ci sarà spazio anche per Jobim»....
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