La città di Monteverdi

Il Festival inizia oggi con la presentazione del programma e l’apertura della biglietteria ma entra nel vivo il 3 giugno, con l’arrivo degli oltre cento artisti che coloreranno Cremona: li riconoscerete perché indosseranno al collo una sfera verde».
Sono le parole di Andrea Cigni, direttore artistico del Teatro Ponchielli, in apertura, ieri mattina, alla conferenza stampa dello Festival Stradivari.
«Ecco svelato - (è raffigurato nelle locandine, ndc) - il gallo: è il completamento dell’immagine del pulcino, che ci ha accompagnato durante la stagione operistica, teatrale e in quella dedicata della danza. Qualche malelingua ha pensato si trattasse di un cigno, ma il cigno ha il becco nero. Il pulcino è diventato un gallo: esuberante e multicolore: le sue cromie vivaci rappresentano le discipline artistiche che arricchiranno il Festival Monteverdi del 2021. Il gallo rappresenta la forza e il vigore di un animale che combatte ogni giorno per portare avanti il proprio lavoro».
Il cartellone di quest’anno è un progetto che calamita attorno a sé le eccellenze di Cremona: non solo attraverso i luoghi ma anche grazie al talento di molti artisti concittadini. Un esempio su tutti è il Coro e Orchestra del MonteverdiFestival, il cui ensemble vocale è, seppur sotto questa nuova denominazione, l’apprezzato Costanzo Porta: un autentico gioiello creato, plasmato e coltivato dal lavoro di Greco, collaudato e appassionato conoscitore delle musiche monteverdiane.
Ci saranno connessioni con altri teatri e festival per collaborazioni e coproduzioni, come la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, il Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano e il Festival Oriente Occidente di Rovereto...
Sono le parole di Andrea Cigni, direttore artistico del Teatro Ponchielli, in apertura, ieri mattina, alla conferenza stampa dello Festival Stradivari.
«Ecco svelato - (è raffigurato nelle locandine, ndc) - il gallo: è il completamento dell’immagine del pulcino, che ci ha accompagnato durante la stagione operistica, teatrale e in quella dedicata della danza. Qualche malelingua ha pensato si trattasse di un cigno, ma il cigno ha il becco nero. Il pulcino è diventato un gallo: esuberante e multicolore: le sue cromie vivaci rappresentano le discipline artistiche che arricchiranno il Festival Monteverdi del 2021. Il gallo rappresenta la forza e il vigore di un animale che combatte ogni giorno per portare avanti il proprio lavoro».
Il cartellone di quest’anno è un progetto che calamita attorno a sé le eccellenze di Cremona: non solo attraverso i luoghi ma anche grazie al talento di molti artisti concittadini. Un esempio su tutti è il Coro e Orchestra del MonteverdiFestival, il cui ensemble vocale è, seppur sotto questa nuova denominazione, l’apprezzato Costanzo Porta: un autentico gioiello creato, plasmato e coltivato dal lavoro di Greco, collaudato e appassionato conoscitore delle musiche monteverdiane.
Ci saranno connessioni con altri teatri e festival per collaborazioni e coproduzioni, come la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, il Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano e il Festival Oriente Occidente di Rovereto...
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