Dalla musica l’energia per reagire

A volte basta una canzone per rompere gli schemi, superare le paure e tornare alla propria vita. Lo raccontano i Dasko, duo di produttori di musica elettronica composto da Francesco Della Monica e Davide Denti. Originari di Pianengo, si sono conosciuti al liceo, quando entrambi hanno mosso i primi passi nell’ambiente musicale cremasco. Prima le serate alla consolle in discoteche e locali, poi (nel 2012) l’idea di un progetto condiviso, come la passione per la musica funky degli anni Settanta e Ottanta. Due anni dopo si accostano al mondo della produzione musicale, cercando l’impronta che li contraddistingue. All’attivo hanno diversi singoli pubblicati da Doner Music, storica etichetta milanese del rapper e produttore Big Fish. Nel singolo “Incubi e sogni”, il duo cremasco tira le somme dell’ultimo anno e trasforma la stasi in musica, energia creativa per ripartire verso il momento in cui si tornerà in pista a divertirsi. Abbandonando le “Cattive abitudini”, come suggerisce il brano successivo, in uscita a fine maggio.
I Dasko nascono dall’incontro tra la passione per il funky e la voglia di trovare il vostro stile. Cosa vi distingue e cosa vi accomuna?
«Davide – spiega Francesco – è polistrumentista e può contare su un backgrond da musicista, a me piace giocare con i software per approfondire la componente elettronica e digitale. Il nostro punto d’incontro è tutta la musica anni Ottanta: Prince, Toto, gli Abba, i Duran Duran, Madonna...La nostra produzione è iniziata ispirandoci alla musica di successo in quel momento, per poi cercare il nostro stile, con un’impronta più strumentale all’interno di una dimensione elettronica»....
«Davide – spiega Francesco – è polistrumentista e può contare su un backgrond da musicista, a me piace giocare con i software per approfondire la componente elettronica e digitale. Il nostro punto d’incontro è tutta la musica anni Ottanta: Prince, Toto, gli Abba, i Duran Duran, Madonna...La nostra produzione è iniziata ispirandoci alla musica di successo in quel momento, per poi cercare il nostro stile, con un’impronta più strumentale all’interno di una dimensione elettronica»....
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