Oltre il classico. «La rete mi ha fatto conoscere il jazz»

“Oggi, se mi piace un Quartetto di Beethoven, vado a casa, navigo in internet e se voglio posso ascoltarli tutti. Quindi: la cultura può venire dalla rete ma l’Arte e l’emozione vengono dal pubblico. La musica non perisce, perisce il modo di diffonderla”. Le riflessioni di Piero Rattalino, a presentazione del prossimo Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, ricalcano i pensieri di Marco Mauro Moruzzi, primo violoncello dell’Accademia Teatro alla Scala. Marco Mauro, come suo fratello Martino, porta avanti con esiti brillanti la tradizione e la passione musicale del padre Mauro, clarinettista, scomparso ventidue anni fa. Il curriculum di Moruzzi Junior è a dir poco notevole: allievo di Giovanni Gnocchi all’Accademia Filarmonica di Bologna e di Enrico Bronzi al Mozarteum di Salisburgo, ora si sta perfezionando all’Accademia Stauffer, con i musicisti del Quartetto di Cremona.
Marco, la pandemia ha bloccato tutti gli eventi culturali, inclusa la Musica. Questo lungo periodo di inattività intermittente ti ha dato modo di tenere viva la passione per la tua professione?
«Direi di sì. L’estate, fortunatamente, è stata ricca di eventi. Ottobre, invece, è stato il ritorno allo streaming. Più recentemente, a febbraio, ho suonato in un concerto registrato al ridotto del teatro alla Scala - Morricone e Petrassi -, e in un programma dedicato alle trascrizioni cameristiche per orchestra d’archi: Schubert (“La morte e la fanciulla”) e l’unica opera di Verdi per questo organico. Inoltre, in quartetto, ho preso parte alla registrazione di un concerto per l’Istituto di Cultura Italiana di Londra, visibile sul web da ieri...
«Direi di sì. L’estate, fortunatamente, è stata ricca di eventi. Ottobre, invece, è stato il ritorno allo streaming. Più recentemente, a febbraio, ho suonato in un concerto registrato al ridotto del teatro alla Scala - Morricone e Petrassi -, e in un programma dedicato alle trascrizioni cameristiche per orchestra d’archi: Schubert (“La morte e la fanciulla”) e l’unica opera di Verdi per questo organico. Inoltre, in quartetto, ho preso parte alla registrazione di un concerto per l’Istituto di Cultura Italiana di Londra, visibile sul web da ieri...
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