Viaggio in acustico sotto il cielo del Mediterraneo

L’ultimo lavoro solista di Steve Hackett, leggendario chitarrista dei Genesis, è un viaggio sotto la volta celeste del Mediterraneo. Si salpa da Malta e le note del booklet del disco, scritte dal chitarrista inglese, raccontano il passato e la storia dell’isola, i conflitti vissuti nel corso dei secoli, la commistione di culture in essa racchiuse. Dove si fermano le parole arriva la musica: l’acustica di Hackett nell’iniziale Mdina (The Walled City) naviga nell’apparente bonaccia di una sezione orchestrale che ben presto prepara la tempesta perfetta, con un crescendo di grande pathos. Ogni lembo di terra accenna a una storia e fornisce le coordinate, ma è la musica che gonfia le vele, che permette di viaggiare, di vivere appieno il Mediterraneo. Come Odisseo anche il musicista si interroga, risale le correnti fino all’origine del Mito, naufrago tra le coste delle isole greche: sirene, mostri, divinità nella partitura di The Memory Of Myth. Poi ancora mare aperto fino a scorgere l’Africa: la sabbia del deserto, portata dai venti lungo le coste marocchine ed egiziane, più che un’eco lontana, un miraggio...
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