«Il mio mantra è la varietà»

Roberto Codazzi, cremonese, musicista e musicologo, è da qualche giorno il nuovo direttore artistico musicale del Museo del Violino. La nomina è stata proposta da Fondazione Arvedi Buschini e approvata all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione del Museo. «Abbiamo voluto formalizzare - ha spiegato Virginia Villa, direttore generale MdV - con un mandato più ampio, il ruolo di Roberto Codazzi, stimato professionista che dal 2017 collabora con noi, in condivisione con Fondazione Arvedi Buschini, come direttore artistico di STRADIVARIfestival e di altre iniziative quali L’altra anima del Violino, STRADIVARImemorialday e Concerto Gospel di Natale. In questi anni il suo lavoro ha pienamente soddisfatto le nostre aspettative. Ora vogliamo raggruppare sotto un’unica regia le varie manifestazioni musicali realizzate in Auditorium Giovanni Arvedi, sviluppando un progetto artistico organico. Per questo, da quest’anno, Codazzi curerà anche CremonaJazz, altro consolidato fiore all’occhiello nella programmazione dell’Auditorium».
Noi lo abbiamo intervistato.
Noi lo abbiamo intervistato.
Codazzi, la sua nomina a direttore artistico del MdV avviene in un momento davvero difficile per la musica e per i musicisti. Immaginiamo che molto disagio di questo “universo” sia giunto anche a lei. Come può il mondo della musica reagire alla pandemia?
«La musica ha sempre svolto un ruolo di formidabile testimone del suo tempo e l’ha fatto con la lucidità e la capacità narrativa del miglior cronista. Pensiamo, solo per fare un esempio, alla Missa Solemnis di Beethoven e a quel passaggio dell’Agnus Dei in cui il Titano rappresenta in musica, con clangori di ottoni e timpani, le guerre napoleoniche che in quel momento devastavano l’Europa, facendosi carico di una istanza proveniente dall’intera umanità e chiedendo perdono a Dio nel Dona Nobis Pacem. Ma la musica è sempre stata, ed è, anche una formidabile medicina per curare i virus del suo tempo, svolge uno straordinario ruolo catartico e anestetico, intrattiene, distrae e diverte l’umanità anche nei momenti peggiori...
«La musica ha sempre svolto un ruolo di formidabile testimone del suo tempo e l’ha fatto con la lucidità e la capacità narrativa del miglior cronista. Pensiamo, solo per fare un esempio, alla Missa Solemnis di Beethoven e a quel passaggio dell’Agnus Dei in cui il Titano rappresenta in musica, con clangori di ottoni e timpani, le guerre napoleoniche che in quel momento devastavano l’Europa, facendosi carico di una istanza proveniente dall’intera umanità e chiedendo perdono a Dio nel Dona Nobis Pacem. Ma la musica è sempre stata, ed è, anche una formidabile medicina per curare i virus del suo tempo, svolge uno straordinario ruolo catartico e anestetico, intrattiene, distrae e diverte l’umanità anche nei momenti peggiori...
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