«Da vent’anni ambasciatori di Cremona»

23 DIC 20
Ultimo aggiornamento: 19:2216 MAG 25
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“C<iò che può sembrare più simile alle fasi monotone di un amore, sono le infaticabili e sublimi tiritere dei quartetti di Beethoven”. La riflessione di Marguerite Yourcenar tange almeno un aspetto del Quartetto di Cremona, arrivato da poco al ventesimo anno di attività: «È un matrimonio, a tutti gli effetti. Dopo tutti questi anni abbiamo raggiunto la pace dei sensi», racconta un divertito Simone Gramaglia, la viola dell’ensemble nato dai corsi dell’Accademia Stauffer.
Maestro, che clima si respira all’interno del Quartetto?
«Siamo molto, molto contenti. Ma non soddisfatti: riteniamo che un artista non possa mai essere completamente appagato: è giusto tendere e desiderare, così come ci hanno insegnato i grandi maestri della Musica e delle altre arti, nuove sfide e nuovi traguardi. Il Covid-19 ha, ovviamente, sparigliato le carte del nostro anniversario: avevamo pronta una tournée in oriente - Taiwan, Cina e Corea - , dove avremmo dovuto eseguire l’integrale dei Quartetti di Beethoven. Lo stesso è accaduto per le date europee (Finlandia, Svezia, Danimarca) tutte posticipate o parzialmente cancellate. Ci sarebbe piaciuto organizzare una festa con gli amici di sempre, a Cremona, coinvolgendo l’Accademia Stauffer, il Museo del Violino, il Comune e il teatro Ponchielli. Speriamo che questa occasione sia solo rimandata. Nel frattempo abbiamo celebrato il nostro sodalizio anche sui social network, con una partecipazione che ci ha gratificato»...
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