Tutti per “Os”: la parola è musica e non ha confini

26 NOV 20
Ultimo aggiornamento: 19:2116 MAG 25
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E’ uscito da pochi giorni “OS”, il nuovo album del Francesco Orio Trio (Francesco Orio al pianoforte, Simone Di Benedetto al contrabbasso e Davide Bussoleni alla batteria). Il leitmotiv di “OS” è la “parola”: tutte le composizioni sono basate su aspetti musicali del testo, parlato o cantato, con varie modalità. Per questo motivo, il progetto di Orio affonda le proprie radici nelle tradizioni antiche della musica sacra e folkloristica italiana ed europea, con melodie originali e suggestioni ispirate al canto gregoriano, rivisitate con tecniche proto-minimaliste tipiche della Scuola di Notre-Dame e dalle prime forme polifoniche del IX secolo. Un ponte che collega le prime forme di musica scritta che abbiamo in Europa, le moderne tecniche di elettroacustica contemporanea e l’improvvisazione. Un’idea compositiva che guarda sia il singolo brano, sia alla totalità del lavoro. Francesco Orio ci racconta in dettaglio il suo ultimo progetto discografico.
Assistiamo ad un ritorno del trio, con Davide Bussoleni e Simone Di Benedetto: come nasce il vostro ultimo lavoro?
«E’ stato prodotto nell’arco di due anni: si tratta di musica vocale - originale e non - e ci sono tantissimi ospiti. Il lavoro è stato registrato da Stefano Amerio presso Artesuono. In studio con noi c’erano diversi artisti, che hanno contribuito alla realizzazione di varie tracce: Umberto Petrin (voce recitante), Luca Perciballi (ospite compositore), Camilla Battaglia, Maria Piacentini, Francesca Gaza, Marco Marasco (canto gregoriano), Federico Calcagno, Eleonora Filipponi, MinFeng Pu (che è anche la mia insegnante di Cinese)....
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