Quartetto Ravasio alla riscossa

<+S FIRMA IN TESTA>di Ana Vera Teixeira <+S CAP6R>I<+S TONDO>l “Quartetto dei giovani fratelli Ravasio”, cremonese di adozione, e sardo di nascita, è pronto a tornare in scena. Pronto ad emozionare il pubblico e per rendere omaggio a tutte le persone che hanno combattuto contro il coronavirus e a chi, purtroppo, non ce l’ha fatta. Filippo, Cecilia, Giacomo, e Giovanni, rispettivamente di 18, 15, 12, e 10 anni, sono i figli del maestro violoncellista Marco Ravasio e di Raffaella Matta. Fin dai primi anni di vita, la musica è stata un elemento essenziale della loro quotidianità, declinata in ogni genere e sfumatura: dalla classuca di Frescobaldi, Vivaldi, e Bach ai Beatles, Pearl Jam, e Nirvana. I giovani fratelli Ravasio sono cresciuti tra prove e studi musicali del padre, che preparava concerti con i suoi fratelli (Gruppo Fratelli Ravasio), ed altre formazioni di duo, trio, quartetto, e orchestra d’archi, che dirigeva con passione e competenza. Non è mancata l’occasione di assistere a registrazioni discografiche ed ascoltare insieme CD a tutto volume di Bach, Beethoven, Brahms, i Beatles, i Rolling Stones, Otis Redding, Joe Cocker, Vivaldi, Handel, Marcello, The Cream di Eric Clapton, Battisti, De Andrè, Frescobaldi, Boccherini, Schubert ,Ravel, Gershwin, e Faurè, secondo i gusti del papà. Diverse le preferenze della madre, che ascoltava volentieri la voce di Maria Callas e Luciano Pavarotti, le musiche di Verdi e Puccini, affiancando i successi di artisti contemporanei come i Duran Duran, i Coldplay, David Sylvian, Vivaldi, Bartok, Dvorak, Fresu, Bollani, Battiato, Depeche Mode.
Cresciuti con un vasto bagaglio musicale, i musicisti in erba hanno iniziato a giocare con gli strumenti di casa sperimentando le sonorità degli strumenti più disparati...
Cresciuti con un vasto bagaglio musicale, i musicisti in erba hanno iniziato a giocare con gli strumenti di casa sperimentando le sonorità degli strumenti più disparati...
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