Partenze e ritorni e la musica cambia come il paesaggio

A long the Santa Fe Trail, quasi in chiusura di Migration Stories è il pezzo più immediatamente riconducibile al concept di un album che si inserisce in una discografia nutrita, non solo dai dischi in solitaria di M.Ward (questo è il decimo), ma anche da quanto pubblicato grazie alla fortunata collaborazione con l’attrice e cantante Zooey Deschanel negli She & Him e dall’esperienza nel supergruppo Monsters of folk, altri side project che coinvolgono il musicista statunitense. Una parabola artistica che trova in questo ennesimo Lp uno dei punti più interessanti. Storie di migrazioni, partenze, ritorni. Narrate senza retorica, sussurrate e mai imposte. Riflessioni intime e personali che riguardano il singolo e non l’insieme, senza “obblighi” e schemi da protest song. Costruite ibridando un folk trasfigurato su coordinate alt.indie - settore in cui il nostro è da anni tra gli interpreti più autorevoli - con un’elettronica discreta ed elegante. Registrati a Montréal insieme a Richard Reed Parry e Tim Kingsbury degli Arcade Fire, questi 11 brani appartengono alla notte, come qualcuno ha scritto in altre sedi. In copertina le luci notturne della Unreal Ciy...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 18 GIUGNO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT