Little Richard, puro spirito di rock’n’roll

Questa settimana la nostra rubrica va volutamente offtopic. Nessun nuovo album da recensire, nessuna novità discografica da segnalare ai lettori. Carta bianca per parlare di chi, a colpi di r’n’r, sul finire degli anni Cinquanta andò “oltre” al concetto stesso di novità per imbracciare quello più ampio di rivoluzione, espressa a livello artistico e sociale e facendosi portavoce, assieme ad altri illustri pionieri, del verbo del primo r’n’r, raccontato, anzi urlato a squarciagola in compagnia dei colleghi/rivali Jerry Lee Lewis, Chuck Berry, Bo Diddley e di tanti altri. Una carriera ed una biografia incredibile quella di Mr. Richard Wayne Penniman, declinata tra vizi e virtù, tra il paradiso evocato in qualità di predicatore cristiano - più d’una le sue conversioni periodiche sulla rotta di Damasco - ed una camera con vista su un inferno di sostanze psicotrope assunte senza risparmiarsi. Sono bastati i 2:25’’ di Tutti Frutti, prima traccia del suo best seller intitolato Here’s Little Richard...
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