«E’ stato “amore a prima vista”: devo ringraziare Puccini»

Jader è un artista eccezionale: ha una musicalità spiccata, persino traboccante. Mi ha colpito anche per il suo istinto e il grande intuito. Riesce, in poco tempo, a catturare l’essenza della partitura. Se gli si chiede di studiare un brano dopo ventiquattro ore è già in grado di fornire una lettura convincente». Parole di Aldo Ceccato, direttore dell’Orchestra Sinfonica di Detroit (Dso) dal ‘73 al ‘77 e direttore dell’Orchestra Verdi di Milano. Proprio alla guida dell’ensemble meneghino Ceccato ha conosciuto il nuovo conduttore dell’orchestra americana: è l’ex primo clarinettista - diventato poi direttore residente - della Verdi: il cremasco Jader Bignamini. Classe 1976, Bignamini sarà Direttore Musicale della Dso a partire dalla stagione 2020/2021. Raccogliamo le prime impressioni del Maestro di Ombriano, a circa un mese dalla sua nomina.
Maestro, quando è avvenuto il primo incontro con l’orchestra di Detroit?
«Il primo incontro è stato nel maggio del 2018: ho diretto Turandot in forma di concerto, sostituendo un indisposto Leonard Slatkin. Il secondo nell’ottobre dell’anno successivo. In quell’occasione abbiamo suonato la Quarta di Mahler. Da Puccini è nato questo “amore a prima vista”, propiziato anche dalla lunga frequentazione con quest’opera. La amo molto e l’ho diretta molte volte...
Maestro, quando è avvenuto il primo incontro con l’orchestra di Detroit?
«Il primo incontro è stato nel maggio del 2018: ho diretto Turandot in forma di concerto, sostituendo un indisposto Leonard Slatkin. Il secondo nell’ottobre dell’anno successivo. In quell’occasione abbiamo suonato la Quarta di Mahler. Da Puccini è nato questo “amore a prima vista”, propiziato anche dalla lunga frequentazione con quest’opera. La amo molto e l’ho diretta molte volte...
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