Tra Beethoven e Napoleone

Un concerto interamente beethoveniano - nel 250esimo anniversario dalla nascita - quello di giovedì 30 gennaio (ore 20.30) al teatro Ponchielli: la stagione concertistica ospita la Württembergische Philharmonie Reutlingen diretta da Fawzi Haimor. Insieme con l’orchestra tedesca, protagonista con la Terza Sinfonia e la prima della quattro Ouverture del Fidelio, si esibisce Giuseppe Guarrera, solista nel Quarto Concerto in Sol maggiore.
La serata si concentra sulla composizione scritte in un periodo ristretto (1803-1808) ma assolutamente straordinario: il Quarto concerto è composto fra il 1805 e il 1806, nel periodo in cui l’autore, dopo aver concluso il Fidelio, lavora alla Quinta sinfonia e al Concerto per violino. La prima delle quattro Ouverture del Fidelio, la Leonora n.1 - dal titolo scelto originariamente per l’opera -, fu composta nel 1807 ma non venne eseguita in quanto scartata dopo un’audizione privata. Pubblicata solo dopo la morte di Beethoven, ha - unica tra tutte - il numero di catalogazione ufficiale: Op. 138. Il brano è formato da un Andante introduttivo e da un Allegro che si avvia al finale - inframezzato da un episodio meno mosso durante il quale si ascolta il tema di Florestano - con un turbinoso crescendo. Del tutto differente il clima del Concerto per pianoforte, il quale si concede una scrittura pianistica di tipo intimistico, con un virtuosismo mai d’effetto...
La serata si concentra sulla composizione scritte in un periodo ristretto (1803-1808) ma assolutamente straordinario: il Quarto concerto è composto fra il 1805 e il 1806, nel periodo in cui l’autore, dopo aver concluso il Fidelio, lavora alla Quinta sinfonia e al Concerto per violino. La prima delle quattro Ouverture del Fidelio, la Leonora n.1 - dal titolo scelto originariamente per l’opera -, fu composta nel 1807 ma non venne eseguita in quanto scartata dopo un’audizione privata. Pubblicata solo dopo la morte di Beethoven, ha - unica tra tutte - il numero di catalogazione ufficiale: Op. 138. Il brano è formato da un Andante introduttivo e da un Allegro che si avvia al finale - inframezzato da un episodio meno mosso durante il quale si ascolta il tema di Florestano - con un turbinoso crescendo. Del tutto differente il clima del Concerto per pianoforte, il quale si concede una scrittura pianistica di tipo intimistico, con un virtuosismo mai d’effetto...
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